Vaccino anti COV2: un’informazione chiara e semplice è la migliore arma contro ignoranza e paura

di Mario Nejrotti

Sanitari e popolazione in generale chiedono un’ informazione approfondita e chiara sul vaccino che viene inoculato in questi giorni ai primi volontari su tutto il territorio nazionale.

Domande pertinenti e risposte chiare

L’AIFA, Agenzia Italiana del  Farmaco, che sovrintende alla verifica dell’efficacia e della tollerabilità di farmaci vecchi e nuovi, per concederne l’ammissione alla distribuzione nel nostro Paese, ha approvato qualche giorno fa l’inizio delle operazioni di vaccinazione con il Vaccino COVID-19 Comirnaty – BioNTech/Pfizer.

Il 27 Dicembre l’AIFA ha messo in linea sul suo sito 35 domande e relative risposte che fanno chiarezza su molti quesiti che riguardano tra l’altro composizione, modalità di somministrazione, efficacia, tollerabilità, effetti collaterali di questo vaccino.

Le risposte sono chiare e facilmente comprensibili anche da chi non è addetto alla sanità.

Informazione e condivisione

In questi giorni si sono lette in rete e sui social una ridda di affermazioni  contrastanti, probabilmente dettate da paura e ignoranza, fatte soprattutto da gente comune che ha una scarsa preparazione in campo sanitario.

La lettura di questo vademecum dell’AIFA potrà rassicurare quelle persone che hanno, per preconcetto qualunquista o per tristi esperienze personali, scarsa fiducia nella scienza e nelle strutture nazionali deputate al controllo dei farmaci e contribuirà a fugare le allucinazioni malate o interessate di complotti e intrighi politici e commerciali.

Preoccupano molto di più le affermazioni di alcuni, per fortuna pochi, sanitari, che si spera celermente riflettano sulla responsabilità della loro posizione professionale nei confronti della società, soprattutto in questo momento.

Anche le polemiche politiche, tutte vuote di significato e strumentali ad acquisire consenso purchessia, dovrebbero tacere, lasciando rispettosamente il posto all’organizzazione sanitaria e alla competenze professionali, perché portino a termine con successo la più grande vaccinazione di massa della storia.

Difficoltà di organizzazione e distributive

Comunque, non dobbiamo nasconderci le difficoltà organizzative, legate soprattutto alla conservazione del vaccino Pfizer, che necessita di bassissime temperature. Di conseguenza non si possono ignorare quelle della sua distribuzione e somministrazione su larga scala.

 In questa prima fase di vaccinazione di sottogruppi ad altissimo rischio, per il loro numero non particolarmente elevato, tali difficoltà sembrano essere superabili.

Si auspica, però, che per la vaccinazione di più larghe fasce di popolazione si possano usare vaccini altrettanto efficaci e tollerabili, che permettano una somministrazione capillare su territorio, perché conservabili alle temperature di altri  ormai tradizionalmente e ciclicamente in uso, come quello contro l’influenza.

Sarà importante coinvolgere il maggior numero possibile di “punti” vaccinali e di operatori sanitari per raggiungere tutta la popolazione nel minor tempo possibile.

Punti rilevanti nelle  risposte dell’AIFA

Nelle risposte gli esperti dell’AIFA  sottolineano alcuni aspetti  che permettono di fugare equivoci  o sospetti di omertà.

Si dice, tra l’altro, che:

non viene inoculato il virus COV2 in nessuna forma, né uccisa, né attenuata, ma RNA,  e che quindi non si potrà contrarre la malattia dalla vaccinazione;

si potranno avere delle reazioni avverse, che sono generalmente lievi e scompaiono in pochi giorni. Esse non differiscono da quelle provate dai milioni di italiani che negli anni hanno eseguito altre vaccinazioni;

si segnala che ne sono stati osservati molto raramente di più gravi, ma in modo assolutamente sporadico;

 il vaccino Comirnaty è efficace nel 95% dei casi e cioè, purtroppo, ci sarà un 5% di vaccinati che non verrà protetto, ma la quasi totalità sì. Si pensi che il comune vaccino dell’influenza ha una copertura massima negli adulti tra  il 70 e il 90%

si sottolinea che non si diviene resistenti all’infezione subito dopo la prima somministrazione, ma il processo si completa dopo una settimana dalla seconda dose, anche se i primi effetti sull’immunità incominciano ad evidenziarsi già dopo 7-10 giorni dalla prima inoculazione. Quindi si invitano tutti alla più grande prudenza nel frattempo, per non confondere un proprio errore di comportamento con una supposta inefficacia del vaccino;

con molta chiarezza si dice che i dati sulla durata della sua efficacia non sono ancora sufficienti, ma si presuppone che essa oscilli tra i 9 e i 12 mesi, come già detto.

Nessuno si stracci le vesti

Questo ultimo fatto non deve fare gridare allo scandalo nessuno, abituati come siamo a ripetere per mantenere la normalità della nostra vita, la vaccinazione antiinfluenzale ogni 12 mesi ormai da decenni.

Le domande e le risposte dell’ottimo lavoro dell’AIFA possono essere lette integralmente a questo indirizzo

Photo by Daniel Schludi on Unsplash

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