Un messaggio importante dal presidente dell’OMCeO di Torino Guido Giustetto, tra i primi vaccinati del Piemonte: vaccino sicuro, ma prudenza contro il virus ancora indispensabile.

di Mario Nejrotti

Il presidente dell’Ordine Guido Giustetto si vaccina contro il Covid-19 “segnale per tutti i medici, il vaccino è sicuro”

V.Day in Piemonte

 Questa mattina, all’ospedale Amedeo di Savoia, il presidente dell’Ordine dei Medici di Torino Guido Giustetto si è sottoposto alla vaccinazione anti Covid-19, in occasione del primo giorno della campagna vaccinale in Italia.

“Ho accolto volentieri l’invito che mi è stato rivolto dalla Regione e dall’Asl Città di Torino e mi sono sottoposto senza alcun dubbio alla vaccinazione anti-Covid. Ho inteso dare un segnale per tutti i medici e per tutto il personale sanitario: gli enti regolatori del farmaco ci dicono che è stata condotta una sperimentazione affidabile e dunque possiamo considerare il vaccino sicuro. D’altronde tutta la documentazione è disponibile sul sito dell’Aifa e chiunque può avere accesso alle informazioni” commenta il presidente Giustetto. 

Fiducia e prudenza

“Siamo convinti – aggiunge – che il vaccino possa davvero essere uno strumento molto importante contro il Covid-19. Ci vorrà però del tempo prima che si vedano gli effetti sulla diffusione dell’epidemia e sull’immunità di gregge. Per queste ragioni occorre continuare a mantenere tutte le misure di precauzione adottate finora, a cominciare dal distanziamento e dall’uso dei dispositivi di protezione”.

 

Una comunicazione corretta: la chiave del successo della vaccinazione anti COV2

Così il Presidente dell’OMCeO di Torino: un messaggio chiaro e completamente condivisibile.

La campagna vaccinale dovrà essere accompagnata, però, da un’altrettanto importante comunicazione alla popolazione vaccinata, perchè non fraintenda l’efficacia della vaccinazione.

Dal momento, infatti, dell’inoculazione del vaccino, deve trascorrere del tempo per avere la piena immunità individuale contro il COV2. Essa si attuerà circa a distanza di due settimane dalla dose di richiamo ( 2° inoculazione).

Quindi, come ha sottolineato opportunamente il Presidente, la prudenza e le procedure di distanziamento non potranno essere scordate per un periodo abbastanza lungo, anche da chi ha ricevuto il vaccino.

Se questo non accadesse, oltre ad assistere a nuove ondate epidemiche e a non ottenere il risultato sperato di non essere più aggrediti dal COV2, si potrebbe diffondere la fallace impressione che la prevenzione vaccinale non funzioni.

Occorrerà spendere enegie e risorse nei prossimi mesi per collocare la vaccinazione nella giusta prospettiva. Non solo perchè, come è fondamentale e auspicabile, la maggior parte della popolazione la accetti e si immunizzi, ma anche perchè ciascuno, con la massima trasparenza, ne possa conoscere il meccanismo, i tempi e gli eventuali limiti di immunità.

Meno sorprese ci saranno e più “fiducia di gregge” si otterrà.

 

 

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