Rientro nell’OMS e adesione agli accordi di Parigi: quale futuro per gli Stati Uniti dopo le elezioni?

Come si legge in numerosi quotidiani americani, l’ex Presidente degli Stati Uniti d’America ha più volte messo in discussione la sua sconfitta elettorale, pubblicando tweet come: “I Democratici di Sinistra Radicale, lavorando con il loro partner, le Fake News Media, stanno cercando di RUBARE questa elezione. Non glielo permetteremo!”.

Al di fuori della Casa Bianca, vi è un ampio consenso sul fatto che le elezioni si siano svolte in modo equo e che Biden abbia vinto. Centocinquantotto paesi si sono congratulati con Biden e la sua squadra sta preparando il passaggio alla Presidenza, pur senza la collaborazione dell’attuale amministrazione. La cerimonia di insediamento di Biden è regolarmente prevista per il 20 gennaio 2021. È probabile che governerà in modo molto diverso dal suo predecessore, anche dal punto di vista sanitario. Biden si è impegnato a proteggere e sviluppare l’Affordable Care Act (noto anche come Obamacare) e istituire una task force di alto livello per guidare la politica su COVID-19.

Biden ha anche confermato che gli USA rimarranno membri dell’OMS. L’amministrazione Trump ha comunicato che gli Stati Uniti sarebbero usciti dall’OMS nel luglio 2021, dopo che il Presidente aveva accusato l’organizzazione di essere sotto il “controllo totale” della Cina. L’inversione farà un’enorme differenza per il budget dell’OMS. Gli Stati Uniti, infatti, sono il più grande finanziatore dell’organizzazione: nel 2019 hanno contribuito con 419 milioni di dollari.

Il Presidente eletto non ha ancora indicato se la sua amministrazione si unirà a COVAX, l’iniziativa congiunta tra Gavi, la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations e l’OMS, che mira a garantire che tutti i Paesi abbiano accesso a ogni eventuale vaccino contro COVID-19; novantadue nazioni a basso e medio reddito hanno diritto al sostegno. COVAX stima che avrà bisogno di almeno 5 miliardi di dollari per finanziare le sue attività nel 2021.

Subito dopo l’ingresso alla Casa Bianca, il Presidente Biden ha espresso l’intenzione di rientrare nell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Gli Stati Uniti hanno ufficialmente abbandonato l’accordo il 4 novembre 2020, il giorno dopo le elezioni presidenziali. L’accordo di Parigi stabilisce anche un quadro globale per limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C. “Da un punto di vista pratico, se il mondo vuole controllare le proprie emissioni di gas serra, è fondamentale avere a bordo il più grande Paese che le emette”, ha commentato Roy Harrison, Professore di Salute Ambientale presso l’Università di Birmingham. “È anche una questione di leadership morale; se gli Stati Uniti non accettano convintamente l’accordo, molti altri paesi si chiederanno perché dovrebbero preoccuparsi del futuro del pianeta”.

Negli ultimi 4 anni, Trump ha revocato dozzine di regolamenti ambientali, promosso l’industria del carbone e nominato uno scettico sui cambiamenti climatici a capo dell’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti. Al contrario, Biden ha svelato un’ambiziosa serie di piani per mitigare il cambiamento climatico. Entro i suoi primi 100 giorni in carica, intende convocare un vertice mondiale sul clima per incoraggiare altri leader a prendere impegni fermi per ridurre le emissioni di carbonio. Ha promesso che gli Stati Uniti raggiungeranno le emissioni nette pari a zero entro il 2050. Cina, UE, Giappone e Corea del Sud hanno preso impegni simili. Biden ha promesso di investire 1,7 trilioni di dollari in energia pulita nei prossimi dieci anni e di spingere per un divieto globale dei sussidi ai combustibili fossili.

“Ci sono benefici per la salute immediati dall’interruzione dell’uso di combustibili fossili”, sottolinea George Thurston, direttore del programma in valutazione dell’esposizione e effetti sulla salute umana presso la New York University School of Medicine. L’OMS stima che 7 milioni di persone muoiano ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico. Si calcola che il bilancio delle vittime negli Stati Uniti sia di circa 110 000 morti all’anno, circa la metà dei quali è attribuibile alla combustione di materiali fossili. “Ci sono molti interessi acquisiti che si opporranno con forza a qualsiasi azione contro i combustibili fossili”, ha ammonito Thurston. “L’industria petrolifera ed energetica non vorrà perdere l’accesso a quelle risorse che rendono così tanto”.

Biden si troverà con molto più spazio di manovra se i Democratici assumeranno il controllo del Senato degli Stati Uniti, che sarà determinato in due ballottaggi in Georgia nel gennaio 2021. Se i repubblicani manterranno la maggioranza alla Camera, Biden dovrà persuadere i Senatori della parte opposta a sostenere le sue politiche; ciò metterà alla prova le sue capacità di negoziazione. Ma dopo quasi 50 anni al Senato, dovrebbe possedere le abilità per raggiungere gli obiettivi prefissati. “Penso che possiamo essere ragionevolmente ottimisti sul futuro”, ha detto Harrison a The Lancet Respiratory Medicine.

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