Radici e memoria. Conoscevo Roberto Di Fortunato…

Conoscevo Roberto Di Fortunato dai tempi della Scuola di Specializzazione in Oculistica; di un paio di anni di corso più avanti, era uno dei punti di riferimento quando da recluta  si  annaspava con  qualche insolito problema, era già dall’epoca un esperto di Fluorangiografia. Dire che era una persona buona è dire poco, dire che era altruista, non basta.
Aveva una formidabile competenza professionale, ma non la teneva gelosamente per sé,  la metteva sempre a disposizione per i Colleghi. Non si risparmiava con i pazienti; infatti, molti mi dicevano di aver risolto un serio problema mentre era lui di turno. 
Era un esempio di signorilità ma al tempo stesso era gioviale: negli intervalli dei congressi riusciva a strappare un sorriso anche ai più musoni e introversi.

Roberto, dire che ci manchi, è dire poco.

Non si contano quelli che nel proprio intimo hanno pianto.

Nell’intento di dirti grazie per l’esempio che ci hai dato,  Ti ricordiamo con il Tuo sorriso, sperando che la nostra vicinanza ai Tuoi Cari li renda meno affranti.

Gianni Zuccheri

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