Raccomandazioni provvisorie dell’ISS per la prevenzione COVID-19

Non è facile dare regole precise e stabili a una nazione in preda a una pandemia inedita, alle sue varianti, all’insofferenza per un anno di misure contenitive.

Regole provvisorie.

A causa dell’impennata dei casi dovuta alle varianti, L’ISS ha ritenuto di pubblicare nuove linee guida, provvisorie, in attesa che gli studi sulla trasmissione della malattia giungano a un punto fermo, traguardo che si potrà raggiungere soltanto col tempo.

Tra le misure spicca la quarantena anche per i vaccinati se entrati in ‘contatto stretto’ con un soggetto positivo indipendentemente dal numero di dosi ricevute (vedi).

E ancora: il distanziamento va applicato con la massima scrupolosità, arrivando a due metri tutte le volte che ci si trova senza mascherina, per esempio, mangiando (vedi).

L’elusiva variante inglese.

Gli esperti si esprimono anche sui test: per i diagnostici molecolari si raccomanda di utilizzare come sistema di diagnosi in real-time PCR, un test multi-target, vale a dire capace di rilevare più geni del virus e non solo il gene spike(S) che potrebbe dare risultati negativi in caso di variante con delezione all’interno del gene S, quale la variante VOC 202012/01 (denominata anche B.1.1.7) identificata per la prima volta nel Regno Unito.

Vaccini e immunità.

Per il momento l’ISS non si assume la responsabilità di “liberare” da tutti i vincoli prudenziali coloro che si siano vaccinati poiché mancano informazioni dettagliate su un campione di popolazione abbastanza significativo. In attesa di studi definitivi al riguardo: “Gli studi clinici condotti finora hanno permesso di dimostrare l’efficacia dei vaccini nella prevenzione delle forme clinicamente manifeste di COVID-19, anche se la protezione, come per molti altri vaccini, non è del 100%. Inoltre, non è ancora noto quanto i vaccini proteggano le persone vaccinate anche dall’acquisizione dell’infezione. È possibile, infatti, che la vaccinazione non protegga altrettanto bene nei confronti della malattia asintomatica (infezione) e che, quindi, i soggetti vaccinati possano ancora acquisire SARS-CoV-2, non presentare sintomi e trasmettere l’infezione ad altri soggetti. Ciononostante, è noto che la capacità di trasmissione da parte di soggetti asintomatici è inferiore rispetto a quella di soggetti con sintomi, in particolare se di tipo respiratorio.”

Bisogna avere pazienza e aspettare la prova provata e validata dagli scienziati.

Nel frattempo, ogni persona vaccinata, al di fuori o nell’ambiente di lavoro, dovrà continuare a rispettare le misure di prevenzione della trasmissione del virus, vale a dire distanziamento fisico, mascherine, igiene delle mani, senza contare il fatto che viene estesa la quarantena anche ai vaccinati, se entrati in ‘contatto stretto’ con un soggetto positivo. Le regole saranno valide finché non saranno pubblicati studi su un campione abbastanza ampio e significativo di popolazione vaccinata, che permetteranno eventuali correzioni di rotta e, auspicabilmente, un ritorno più rapido a una qualche normalità

Fonti.

https://www.dire.it/17-03-2021/612461-covid-nuove-raccomandazioni-iss-due-metri-distanza-se-senza-mascherina/

https://www.dire.it/wp-content/uploads/2021/03/Rapporto-ISS-COVID-19-n.-4_2021d.pdf

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