comunicazione a distanza

Psicologia cognitiva e comunicazione: un progetto europeo

Un progetto europeo indaga sui metodi per migliorare la comunicazione a distanza.

Comunicare efficacemente.

Un progetto di ricerca europeo indaga su diversi possibili metodi prosodici per migliorare la comunicazione, in particolare a distanza (vedi).

La prosodia è quella branca della linguistica che studia l’intonazione, il ritmo, la durata (che in italiano dipende dal numero di sillabe, ma in altre lingue viene percepita diversamente) e l’accento nel linguaggio parlato.

Nello studio di come il cervello elabori i messaggi mediati e, in particolare, la parola, il modo in cui una persona dice qualcosa può essere rilevante quanto il contenuto del messaggio; pertanto, lo studio di come un ascoltatore elabora i messaggi mediatici, analizzando alcune strategie prosodiche, costituisce un argomento importante dell’elaborazione cognitiva del parlato.

Oggi abbiamo accesso a contenuti multimediali di tutti i tipi, ma, ovviamente, la prosodia di un messaggio è un fattore chiave quando si trasmettono contenuti alla radio: il grado in cui il comunicatore possiede abilità prosodiche come intonazione, accento e velocità del parlato può determinare se un discorso sia trasmesso in modo sufficientemente efficace da garantire che l’ascoltatore elabori informazione.

Lo studio si basa sull’analisi dell’effetto di diverse strategie di prosodia applicate agli spot audio sull’elaborazione cognitiva dell’ascoltatore. Sono stati condotti tre esperimenti all’interno di gruppi in cui i partecipanti hanno ascoltato 16 diversi spot radiofonici (informativi e narrativi) creati con diversi modelli di intonazione, accento e velocità del parlato. La metodologia di questo studio si è basata su un approccio integrato e, di conseguenza, sono stati misurati gli effetti cognitivi dei pattern di prosodia attraverso un metodo di triangolazione: misure psicofisiologiche combinate con dati auto-riportati rilevanti e test di memoria.

Metodo.

Le variabili dipendenti in questo studio erano misure di percezione: auto-percezione dell’efficacia e dell’adeguatezza; misure fisiologiche per testare l’attenzione, l’eccitazione e l’emozione: livello di conduttanza cutanea (cioè le variazioni continue nelle caratteristiche elettriche della pelle a seguito della variazione della sudorazione del corpo umano), frequenza cardiaca, monitoraggio dei nervi facciali e dei movimenti degli occhi; e misure cognitive per misurare la memoria: richiamo immediato e accuratezza del riconoscimento.

Nel primo esperimento, sono stati confrontati quattro modelli di intonazione di spot radiofonici. Due di questi sono stati forniti con variazioni di intonazione (modelli alto-basso e basso-alto) e gli altri due in modo omogeneo in una gamma di tonalità alta o bassa.

Nel secondo esperimento sono stati testati quattro diversi modelli: un modello senza strategia, dove tutte le parole hanno più o meno la stessa prominenza; un modello con 5 parole accentate, un modello con 10 e un modello con 15 parole accentate.

Nel terzo esperimento, sono stati analizzati tre modelli con diverse velocità di parlato: 160, 180 e 200 parole al minuto.

I risultati.

Nel primo esperimento, i risultati hanno mostrato che gli spot radiofonici presentati con variazioni dal tono alto a quello basso raggiungevano livelli comunicativi migliori in tutte le variabili analizzate rispetto agli spot senza variazioni di intonazione e variazioni da tono basso ad alto.

Nel secondo esperimento, i risultati hanno indicato che gli spot radiofonici con 5 e 10 parole accentate hanno raggiunto livelli migliori rispetto agli annunci senza parole accentate, ma anche rispetto a quelli con 15 parole accentate.

Infine, nell’esperimento sulla velocità è risultato che gli spot pubblicitari letti a 180 parole al minuto hanno ottenuto risultati migliori rispetto agli annunci a 160 e 200 parole al minuto.

Comunicazione.

In tempi di incremento così drammatico della comunicazione a distanza, in cui altri fattori di contesto risultano indeboliti, non solo applicata al marketing, ma anche a tutti gli altri aspetti del nostro quotidiano, dalla didattica, all’intrattenimento, dall’assistenza sanitaria all’informazione, studi di questo genere sono fondamentali per dare basi solide alle strategie di comunicazione.

Infine, le conclusioni di questo studio possono essere applicate all’assistenza sanitaria per migliorare l’elaborazione cognitiva di individui con disturbi dell’attenzione o del ricordo, per esempio anziani o bambini con deficit di attenzione.

Fonti.

http://emmarodero.com/researcher/projects/prosocognition/

Photo by Jonathan Velasquez on Unsplash

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