pronto soccorso

Pronto Soccorso in pandemia

Durante la pandemia si è molto parlato dell’intasamento del Pronto Soccorso a causa dei numerosi contagi. I Medici di emergenza si sono, però, resi conto che a questo corrisponde una significativa riduzione dell’afflusso delle altre tipologie di casi.

Non solo COVID-19.

Sin dai primi giorni della pandemia COVID-19 nel New England, le visite al pronto soccorso per emergenze mediche – tra cui problemi psichiatrici, traumi e attacchi di cuore – sono diminuite di quasi un terzo, sollevando preoccupazioni tra i medici che i pazienti critici non stessero cercando le cure di cui avevano bisogno per paura dell’infezione da coronavirus (vedi).

Rischio mortalità indiretta.

È stata eseguita un’analisi retrospettiva da 5 ospedali in un grande sistema sanitario del Massachusetts, confrontando gli accessi al Pronto Soccorso dal 1° marzo al 30 aprile 2020 con le stesse settimane dell’anno precedente. I dati raccolti hanno incluso le informazioni demografiche e tutte le procedure nell’arco di 48 ore.

Se da un lato si sono sicuramente ridotti gli accessi al Pronto Soccorso per i casi meno gravi, si è notata una riduzione significativa anche dei casi critici, che si sono presentati con una frequenza molto inferiore del solito (vedi).

Questo è in parte un dato positivo nella misura in cui ha contribuito a ridurre la pressione sui sistemi sanitari, ma la rinuncia alle cure critiche, per paura di contagio o di non essere seguiti nel modo corretto, può condurre a un incremento della mortalità indiretta della pandemia.

I volumi delle emergenze sono diminuiti del 30,9% nel 2020 rispetto al 2019. L’acuità media delle presentazioni è aumentata, mentre la maggior parte delle diagnosi non COVID-19 è diminuita. Il numero e il tasso di incidenza di tutte le procedure di emergenza non critiche sono diminuiti. La maggior parte delle visite di sotto specialità sono diminuite, comprese quelle in psichiatria, chirurgia traumatologica e cardiologia. Anche la maggior parte delle procedure non elettive relative agli accessi in Pronto Soccorso è diminuita, comprese le craniotomie e le appendicectomie.

Conclusioni.

Probabilmente, una parte della riduzione complessiva delle procedure eseguite può essere spiegata da cambiamenti dello stile di vita al di fuori dell’ospedale durante la pandemia COVID-19: una minore possibilità di circolazione, per esempio, avrà ridotto gli incidenti stradali. È anche certamente vero che il rafforzamento della medicina territoriale e della telemedicina avrà garantito una parte dell’assistenza solitamente fornita nei dipartimenti d’emergenza, tuttavia, è improbabile che tutti i cali osservati possano essere attribuiti a una diminuzione dell’incidenza effettiva delle patologie o a un cambiamento nelle impostazioni di cura, in particolare per gli stati di malattia più gravi che richiedono procedure.

In pratica alcuni pazienti hanno evitato le cure durante l’ondata di COVID-19.

Oltre alle implicazioni per la salute pubblica, i risultati potrebbero essere importanti per la futura pianificazione delle operazioni ospedaliere e di pronto soccorso.

Sembrerebbe che siano state necessarie meno procedure ospedaliere, ma più risorse di terapia intensiva per supportare le esigenze di cure di emergenza durante il picco. I Dipartimenti d’emergenza potrebbero probabilmente ridurre le risorse dedicate ai casi di acuità bassa e media durante tali periodi, ma dovrebbero disporre del personale e delle attrezzature necessarie per eseguire interventi di terapia intensiva. I modelli osservati possono aiutare a indirizzare l’allocazione delle risorse in scenari futuri simili, e possono essere particolarmente importanti in un momento in cui il personale viene ridistribuito a nuovi ruoli.

Tuttavia, s’impone una domanda scomoda: quale proporzione delle cure evitate dai pazienti era effettivamente necessaria? Allo stato attuale non è dato saperlo. Studi futuri potrebbero sfruttare in modo produttivo la fisiologica riduzione dell’utilizzo dei Dipartimenti d’Emergenza, osservato durante COVID-19, come un esperimento naturale per esaminare l’impatto delle visite, dei ricoveri e delle procedure di emergenza su una varietà di esiti delle patologie.

Fonti.

https://www.ajemjournal.com/article/S0735-6757(20)30964-5/fulltext

https://www.sciencedaily.com/releases/2020/12/201201091836.htm

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