Problematiche legate ai denti del giudizio

di Maria Rosa De Marchi

Il terzo molare fa per ultimo la sua comparsa nella dentizione umana. Nel corso dell’evoluzione, la mandibola si è progressivamente ridotta di dimensioni e di conseguenza i terzi molari sono spesso inclusi, fenomeno che determina un’eruzione incompleta che può causare pericoronite, carie e ascessi1.

I denti del giudizio possono risultare inclusi per mancanza di spazio, per ostruzione o per una posizione anomala2. Se da una parte i terzi molari sono spesso estratti per lasciare lo spazio all’esecuzione di trattamenti ortodontici oppure per motivi estetici, dall’altra i denti sono spesso persi a causa di patologie, come malattie periodontali, carie, traumi o malattie genetiche1.

I terzi molari hanno scarso valore funzionale e provocano spesso un livello relativamente alto di dolore e disagio da parte dei pazienti3, al punto che in passato è stata proposta, per tutelare la salute e il benessere dei pazienti, l’estrazione terapeutica programmata3 volta ad alleviare i problemi che possono insorgere con la crescita del terzo molare3.

Alcuni studi ipotizzano che l’inclusione dei denti del giudizio sia un fenomeno in evoluzione e sia ad oggi  più comune rispetto al passato, dal momento che la dieta moderna tende a prevedere l’assunzione di cibi più morbidi2.

Denti del giudizio inclusi: prevalenza globale

La prevalenza dell’inclusione dei terzi molari era stata valutata da una metanalisi, in cui gli sperimentatori si erano proposti di analizzare il fenomeno a livello globale4. Per l’analisi erano state incluse persone di età superiore ai 17 anni, di sesso maschile e femminile, che si erano sottoposti a radiografia e che non presentavano sindromi craniofacciali o difetti nella fisionomia del volto. Nella metanalisi erano stati inclusi, tramite ricerca su diversi database (PubMed, ISI Web of Science, Google Scholar), 49 studi e 83.484 individui4.

L’inclusione globale dei terzi molari è risultato essere del 24% (I.C. 95%: 18,97% – 30,80%). La probabilità di rilevare denti del giudizio inclusi nella mandibola era del 57.58%, maggiore rispetto alla mascella (p < 0,0001), ma senza differenze significative tra uomini e donne (p = 0,12)4.

Estrazione dei terzi molari nella pratica clinica

Ad oggi la rimozione dei denti del giudizio inclusi (sintomatici o asintomatici) è una procedura comune. L’incidenza della rimozione dei denti del giudizio è stimata essere, da uno studio condotto in Inghilterra e Galles, 4 ogni 1.000 anni/persona, rendendola una tra le dieci procedure più effettuate dagli odontoiatri2.

La rimozione dei denti del giudizio malati o sintomatici può alleviare il dolore del paziente e aiutarlo a migliorare la salute orale e la funzionalità digestiva. È stato osservato che circa un terzo dei denti del giudizio asintomatici, caratterizzati da eruzione assente, cambiano di posizione nel corso del tempo, risultando in eruzione parziale, una situazione che può causare ulteriori problemi a causa della difficoltà a mantenere una corretta igiene orale2.

 

Bibliografia

  1. Zou DH et al. Wisdom teeth: mankind’s future third vice-teeth?. Med Hypotheses . 2010 Jan;74(1):52-5. doi: 10.1016/j.mehy.2009.08.004. Epub 2009 Sep 17.
  2. Dodson TB et al. Impacted wisdom teeth. BMJ Clin Evid . 2014 Aug 29;2014:1302.
  3. Silvestri Jr AR et al. The unresolved problem of the third molar: would people be better off without it? J Am Dent Assoc . 2003 Apr;134(4):450-5. doi: 10.14219/jada.archive.2003.0194.
  4. Carter K et al. Predictors of Third Molar Impaction: A Systematic Review and Meta-analysis. J Dent Res . 2016 Mar;95(3):267-76. doi: 10.1177/0022034515615857. Epub 2015 Nov 11.
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