Pet Therapy, un valido ausilio per l’Odontofobia pediatrica

by Patrizia Biancucci

La Pet Therapy, ovvero l’Attività Assistita con gli Animali, è una disciplina che serve a migliorare la qualità di vita delle persone, lo stato di benessere fisico, psichico e sociale attraverso il coinvolgimento degli animali. Se ne parla, ma non più di tanto e soprattutto è una metodica ancora  di nicchia, eppure pochi sanno che nei lontani anni ‘60 lo psichiatra Boris Levinson coniò il termine Pet Therapy, letteralmente terapia dell’animale da affezione.

Ne sono scaturite attività che rientrano nel campo delle coterapie come valido contributo a ridurre la medicalizzazione e a rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse sanitarie. Gli animali di affezione diventano infatti Coterapeuti, potendo affiancare i percorsi di cura nella medicina tradizionale perché permettono di arrivare più facilmente allo stato emotivo del paziente, nel pieno rispetto del benessere dell’animale. Il cane, in questo caso, interagisce immediatamente con il paziente creando subito una relazione in modo da catalizzare l’attenzione su di sè e implementare in maniera empatica l’interazione.

L’essenza della relazione uomo-animale è la comunicazione non verbale, tanto che in sua compagnia diminuisce il battito cardiaco, si riducono le ansie e calano le paure, oltre a favorisce la piena espressione delle persone a livello psicologico e motorio.
Cani, gatti, conigli, asini e cavalli sono gli animali più adatti secondo le Linee Guida Nazionali, sebbene sia il cane ad essere più frequentemente coinvolto, in particolare la razza Golden Retriver che possiede specifiche caratteristiche comportamentali come la capacità di approccio, la spontaneità, l’empatia e una spiccata capacità di collaborazione.

L’utilizzo della pet therapy comincia ad essere utilizzata anche nei casi di Odontofobia pediatrica, in situazioni  che possono creare non poche difficoltà al dentista nel trattare il piccolo paziente, soprattutto in questa fase di pandemia associata ad un peggioramento psicologico dei bambini. E allora ecco che, quando prevalgono paura, ansia e disagio nel sottoporsi alla visita e alle cure odontoiatriche, ci si può rivolgere direttamente all’operatore professionale in IAA che interverrà come Coadiutore insieme al suo cane. Il coadiutore è la figura professionale formata secondo le Linee Guida Nazionali per gli IAA, emanate dal Ministero della Salute il 25 marzo 2015 e iscritto al portale telematico Digitalpet del Ministero della Salute. Il cane, a sua volta, deve essere certificato con i necessari requisiti sanitari e comportamentali.

Sonia Rossini, pet therapist certificata

Esistono due tipologie di Pet Therapy con relativi tariffari, che comprendono i costi di gestione sanitaria del cane e gli aggiornamenti clinici per garantire la massima sicurezza allo studio odontoiatrico:

  1. TAA (terapia assistita con animali) nel caso di odontofobia pediatrica i costi sono differenti a seconda degli obiettivi, della durata e della frequenza. Generalmente con lo psicologo/psicoterapeuta e il coadiutore con il suo cane le tariffe variano da €100 a €120 a seduta.
  2. AAA (attività assistita con animali) qualora esista un persistente disagio e un lieve stato d’ansia rispetto alla visita dentistica, s’interviene con il Responsabile di Attività e il coadiutore insieme al cane, con costi variabili tra €60 e €80 a seduta.

La Pet Therapy in Italia è in progressiva diffusione. Tra le esperienze più qualificate c’è quella riconosciuta anche a livello internazionale dell’ospedale pediatrico Meyer a Firenze, con esperienza pluridecennale, più di 20 tesi di laurea e articoli scientifici internazionali.

L’Ospedale Cariggi di Firenze, il Niguarda di Milano e l’Istituto San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Genzano (Roma).
A Torino nei vari ospedali, Regina Margherita, Martini, Maria Vittoria, Istituto di Candiolo e alla Dental School con il progetto “Basta una zampa”, proprio sull’intervento della Pet Therapy in ambito di prima visita odontoiatrica e di terapia.

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