Mutamenti climatici, incendi e salute

Il 2020 è stato un pessimo anno, caratterizzato principalmente dalla pandemia di COVID-19, ma questo non ci deve distrarre troppo dalle altre emergenze che il nostro pianeta sta patendo.

Guai a distrarsi.

La COVID-19 ha sicuramente un posto d’onore tra le sciagure del 2020, ma non dimentichiamo che l’anno è iniziato all’insegna di sterminati incendi (vedi). Le cause per decessi di massa sul nostro pianeta sono tristemente numerose e non bisogna permettere che l’immediata emergenza ci faccia abbassare la guardia sugli altri pericoli che ci minacciano. Sarebbe tristemente ironico sopravvivere a una pandemia, per morire delle conseguenze della diffusione degli incendi.

Riscaldamento globale.
È assodato che l’aumentare del numero di incendi disastrosi sia favorito dal progressivo riscaldamento globale: incendi di dimensioni e durata senza precedenti – inclusi gli incendi in Australia tra 2019 e 2020, nella Foresta pluviale amazzonica in Brasile nel 2019 e 2020, negli Stati Uniti occidentali nel 2018 e 2020 e nella Columbia Britannica, in Canada, nel 2017 e nel 2018. Solo dall’agosto di quest’anno, incendi da record hanno bruciato 2,7 milioni di ettari (al 18 settembre, 2020) lungo la costa occidentale degli Stati Uniti, uccidendo più di 30 persone e lasciando decine di migliaia di senzatetto (vedi). Le proiezioni statistiche indicano che il rischio di incendi continuerà ad aumentare nella maggior parte delle aree del mondo con il peggioramento del cambiamento climatico e che gli incendi aumenteranno la mortalità e la morbilità dovute a ustioni, fumo ed effetti sulla salute mentale. È probabile che le emissioni sostanziali di gas a effetto serra e la perdita di foreste dovute agli incendi possano accelerare ulteriormente il cambiamento climatico e probabilmente portare a un rafforzamento di questo circolo vizioso.

Una relazione assodata.
Uno studio pubblicato su “the New England Journal of Medicine” fa il punto sulla situazione.

Affinché un incendio possa iniziare, sono necessari tre fattori essenziali: carburante, ossigeno e un innesco . Il cambiamento climatico può aumentare le probabilità che si verifichi ciascuna di queste condizioni.

Le anomalie delle precipitazioni legate ai cambiamenti climatici possono intensificare la siccità nelle aree tropicali e subtropicali. Le piogge stanno diventando più concentrate in inverno, rendendo le altre stagioni, specialmente l’estate, più calde e secche. Un aumento dell’evaporazione dell’umidità nel suolo durante periodi di siccità porta a una maggiore disponibilità di vegetazione infiammabile che può alimentare gli incendi, partendo dal presupposto che la gestione forestale sia invariata.

La velocità del vento di superficie globale è aumentata notevolmente dal 2010, dopo tre decenni di diminuzione. Anche questo fattore, collegato ai grandi eventi come uragani e cicloni che hanno un impatto planetario, potrebbe essere correlato al cambiamento climatico. Si prevede, inoltre, che il cambiamento climatico accentuerà le differenze di temperatura tra la terra e il mare, con conseguente maggiore differenza di pressione atmosferica, che aumenterà l’energia eolica nelle aree tropicali e subtropicali meridionali. I forti venti forniscono più ossigeno per gli incendi e favoriscono la loro diffusione, superando potenzialmente la capacità antincendio.

L’aumento della frequenza e dell’intensità delle ondate di calore a causa del cambiamento climatico fornisce più occasioni di accensione per gli incendi. Il cambiamento climatico influisce anche sui fulmini, un’altra importante causa di accensione.

Inoltre, la stagione degli incendi boschivi inizia molto prima e termina più tardi a causa di un clima caldo. Di conseguenza, c’è una finestra più ampia in cui possono verificarsi incendi e una finestra più stretta per la combustione programmata e controllata della vegetazione durante le stagioni più fredde, che è una strategia essenziale per ridurre il rischio di incendi.

Rischi per la salute.

Oltre agli ovvi rischi diretti legati al fuoco, gli incendi hanno ricadute indirette sulla salute di cui bisogna tenere conto: a causa dell’esperienza traumatica, perdita di proprietà e sfollamento, i residenti nelle aree colpite da incendi sono a maggior rischio di malattie mentali, inclusi disturbi da stress post-traumatico, depressione e insonnia. Le conseguenze psicologiche degli eventi di incendio possono persistere per anni, e i bambini e gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili. Uno studio di follow-up di 20 anni ha mostrato che l’esposizione a incendi durante l’infanzia era associata a una maggiore probabilità di malattie mentali in età adulta.

Nelle aree circostanti un incendio, il fumo pesante può causare irritazione agli occhi e abrasioni corneali e può ridurre significativamente la visibilità, aumentando il rischio di incidenti stradali. Fino a 1000 km di distanza, il fumo degli incendi può aumentare l’inquinamento atmosferico, e i conseguenti rischi associati di malattia e morte. Gli inquinanti atmosferici primari prodotti dal fumo degli incendi sono particolato, monossido di carbonio, ossidi di azoto, compresi biossido di azoto e ossido nitrico e composti organici volatili.

Una reazione fotochimica tra composti organici volatili e ossidi di azoto alla luce del sole genera un inquinante secondario, l’ozono a livello del suolo. Gli incendi provocano un livello straordinariamente elevato di inquinamento atmosferico, comprese forti emissioni di anidride carbonica e di molti composti potenzialmente tossici, come formaldeide e acido cianidrico.

Correre ai ripari.

Gli incendi sono associati a una maggiore morbilità e mortalità, ma ci sono molte lacune nella conoscenza dei loro effetti sulla salute. A livello individuale, le persone possono fare poco per ridurre le conseguenze negative per la salute dell’esposizione agli incendi. Sono necessarie quindi strategie politiche di prevenzione, contenimento e intervento.

Senza azioni immediate per limitare l’aumento della temperatura globale, è probabile che l’interazione tra incendi e cambiamenti climatici formi un circolo vizioso di rinforzo, rendendo gli incendi e le loro conseguenze sulla salute sempre più gravi.

Fonti.

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMsr2028985

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