L’ultimo rapporto dell’OMS sulle origini della pandemia

L’ultimo rapporto dell’OMS risolve poco le origini della pandemia, ma analizza in dettaglio i prossimi passi.

Il problema delle origini.

L’ultimo rapporto dell’OMS sulle origini del virus SARS-CoV-2 (vedi) non risolve la questione e lascia aperte numerose possibilità. Prodotto da un team internazionale di scienziati dopo una delicata visita attentamente pianificata in Cina, dove la COVID-19 è stata riconosciuta per la prima volta, il rapporto conclude che l’inizio più probabile della pandemia è stato un coronavirus di pipistrello che ha infettato un altro animale non identificato e poi è passato agli esseri umani (vedi).

Questa è stata a lungo l’ipotesi favorita di molti virologi, ma il team convocato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) riporta poche nuove prove a sostegno, e i relatori riconoscono che altri scenari, incluso un rilascio accidentale da un laboratorio, rimangono possibili.

Guardare avanti.

Dato che il mondo ancora si dibatte nel tentativo di eliminare o quanto meno contenere efficacemente la pandemia, scoprire le origini del virus potrebbe essere una delle chiavi per la riuscita dello sforzo globale e il rapporto delinea i passi successivi delle indagini.

“Non sappiamo ancora da dove provenga il virus, ma esiste un piano chiaro per continuare a indagare”, afferma la virologa Angela Rasmussen della Georgetown University, non coinvolta nella ricerca dell’OMS.

Tra ricerca e diplomazia.

Le conseguenze diplomatiche della scoperta di precise responsabilità potrebbero essere devastanti, quindi la stesura del rapporto è di fatto un’impresa che vede un pari impegno di scienza e diplomazia.

Il rapporto è stato scritto congiuntamente da 17 esperti internazionali, selezionati dall’OMS e approvati dalla Cina, e da un numero uguale di scienziati cinesi. Il gruppo ha lavorato insieme per mesi fino alla visita degli esperti dell’OMS a gennaio in Cina, quando hanno esaminato i dati compilati dai colleghi cinesi, sono andati a siti potenzialmente correlati all’origine della pandemia e hanno discusso la probabilità di diversi scenari.

La conclusione definitiva del rapporto è anche la più controversa: sembra che sia “estremamente improbabile” che il SARS-CoV-2 sia sfuggito da un laboratorio cinese che stava già studiando i coronavirus, il Wuhan Institute of Virology (WIV). Ci sono poche prove a sostegno dell’ipotesi di fuga dal laboratorio, ma alcuni ricercatori hanno criticato i membri del team dell’OMS insinuando la possibilità che non fossero autorizzati a indagare in modo indipendente.

Toccata e fuga.

Gli esperti dell’OMS hanno trascorso solo poche ore al WIV e la discussione del rapporto sullo scenario di fuga da laboratorio è scarsa. È comprensibile, dicono alcuni ricercatori. “Dati tutti i vincoli e le complessità, probabilmente hanno fatto quello che potevano”, dice Yanzhong Huang, uno specialista di salute globale presso il Council on Foreign Relations di New York City. Rasmussen è d’accordo. “Un team di scienziati non è qualificato per condurre una verifica dettagliata dei record di WIV o per avere accesso a file istituzionali, quaderni di laboratorio, database o inventari di congelatori”, afferma. “Né l’OMS ha l’autorità di entrare in Cina e chiedere di dare loro libero accesso al WIV, al China CDC [Center for Disease Control and Prevention] o a qualsiasi altra istituzione”. In un briefing sul rapporto, il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha sottolineato che sono necessari ulteriori studi per comprendere le origini del virus SARS-CoV-2 e ha criticato le modalità di accesso dato al suo team internazionale nella missione conoscitiva in Cina.

Tedros ha affermato di aspettarsi che “i futuri studi collaborativi includano una condivisione dei dati più tempestiva e completa. […] Anche se il team ha concluso che una fuoriuscita da laboratorio è l’ipotesi meno probabile, ciò richiede ulteriori indagini, potenzialmente con missioni aggiuntive che coinvolgano esperti specializzati, che sono pronto a schierare”.

Insoddisfazione generale.

Gli Stati Uniti e altri 13 paesi hanno rilasciato una dichiarazione che ha fatto eco alla critica di Tedros e che contiene la richiesta di ulteriori approfondimenti sull’inizio della pandemia. “Insieme sosteniamo un’analisi trasparente e indipendente, libera da interferenze e influenze indebite sulle origini della pandemia COVID-19”, afferma la dichiarazione pubblicata congiuntamente da Australia, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Israele, Giappone, Lettonia, Lituania, Norvegia, Corea del Sud, Slovenia, Stati Uniti e Regno Unito. “Lo studio di esperti internazionali sulla fonte del virus SARS-CoV-2 è stato notevolmente ritardato e non ha avuto accesso a dati e campioni completi e originali”, afferma il comunicato. Ha chiesto un “rinnovato impegno da parte dell’OMS e di tutti gli Stati membri per l’accesso, la trasparenza e la tempestività”.

Diversi scenari.

Il rapporto delinea quattro scenari su come potrebbe essere iniziata la pandemia e valuta la loro probabilità:

  1. trasmissione di SARS-CoV-2 da un serbatoio animale come i pipistrelli a un altro ospite in cui il virus si è diffuso prima di infettare gli esseri umani, definito dal rapporto “da probabile a molto probabile”;
  2. passaggio diretto nelle persone da un serbatoio di animali come i pipistrelli, considerato “da possibile a probabile”;
  3. passaggio attraverso la carne congelata di un animale infetto, etichettato come “possibile”;
  4. incidente di laboratorio che ha portato alla prima infezione, l’unico scenario ritenuto “estremamente improbabile”.

La Cina ha respinto con forza l’ipotesi di laboratorio mentre caldeggiava la possibilità che l’infezione potesse essere arrivata dall’esterno della Cina nel cibo congelato, e alcuni membri del team internazionale dell’OMS sottolineano che le conclusioni del rapporto riflettono ciò su cui il team internazionale e le sue controparti cinesi potrebbero concordare.

“L’intero rapporto è un compromesso”, afferma Fabian Leendertz, veterinario della fauna selvatica presso il Robert Koch Institute in Germania e parte del team di ricerca. “E in un compromesso, devi rispettare le opinioni degli altri.”

Prossimi passi.

Il rapporto raccomanda una serie di ulteriori studi, in particolare, il campionamento del virus nella fauna selvatica e negli animali d’allevamento per trovare un possibile ospite intermedio. Tuttavia, la ricerca del serbatoio animale originale di SARS-CoV-2 potrebbe essere la più promettente, dice Leendertz. “A questo punto, potrebbe essere scomparso da qualsiasi ospite intermedio, quindi il campionamento dei pipistrelli, in particolare, è probabilmente il mezzo più efficace per ottenere risultati”.

Sono necessarie anche ulteriori indagini sui primi giorni della pandemia, afferma Thea Kølsen Fischer, virologa dell’Università di Copenaghen e parte del team dell’OMS. Non è ancora chiaro quando le persone abbiano iniziato ad ammalarsi. Nella ricerca pubblicata, gli scienziati hanno descritto tre casi di malattie respiratorie in Cina dall’inizio di dicembre 2019 che si pensava fossero COVID-19. Tuttavia, la compagine cinese della ricerca dell’OMS ha sostenuto di non credere più che quei pazienti avessero avuto il SARS-CoV-2. Tuttavia, non c’è l’unanimità nell’escludere questi casi.

Il team cinese ha anche esaminato più di 76.000 altri potenziali casi precoci di COVID-19 – persone con febbre e altri sintomi della malattia – e non ha trovato infezioni evidenti di SARS-CoV-2. Uno studio di campioni di sangue dalla banca del sangue di Wuhan per cercare i primi casi di COVID-19 è un altro passo successivo raccomandato, anche se alcuni ricercatori esterni hanno espresso sconcerto per il fatto che questo non sia stato ancora fatto a più di 15 mesi dopo l’inizio della pandemia.

Fin dall’inizio, gli scienziati, interni ed esterni, hanno sollevato dubbi sul fatto che una breve missione potesse individuare rapidamente le origini della pandemia. L’ambiente politicamente teso che circonda la ricerca dell’OMS non ha aiutato le cose, osserva Rasmussen. “Il rapporto è solo un primo passo” aggiungono i ricercatori coinvolti: potrebbero volerci mesi o anni di ulteriori indagini.

Fonti.

https://www.sciencemag.org/news/2021/03/compromise-who-report-resolves-little-pandemic-s-origins-details-probe-s-next-steps

https://www.who.int/health-topics/coronavirus/origins-of-the-virus

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