Lo studio degli antivirali contro la COVID-19

Accanto alla ricerca di farmaci preventivi, come i vaccini, che contrastino la COVID-9, sono allo studio numerose possibili terapie.

Non solo vaccini.

Sebbene diversi agenti terapeutici siano stati valutati per il trattamento della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19), nessun agente antivirale si è ancora dimostrato efficace.

Uno studio recente analizza l’impiego del remdesivir nel trattamento della Sindrome Respiratoria Acuta Grave da COV2 (vedi).

Il remdesivir (GS-5734) è un inibitore della RNA polimerasi dipendente dall’RNA virale con attività inibitoria in vitro contro SARS-CoV-1 e la sindrome respiratoria mediorientale (MERS-CoV), è stato identificato presto come un promettente candidato terapeutico per la COVID-19 a causa della sua capacità di inibire il SARS-COV-2 in vitro. Inoltre, in studi sui primati, il remdesivir iniziato 12 ore dopo l’inoculo con MERS-CoV ha ridotto i livelli di virus polmonare e il danno polmonare.

Lo studio, in doppio cieco randomizzato, ha valutato la differenza tra placebo e farmaco per via endovenosa in adulti ricoverati con COVID-19 e con evidenza di infezione del tratto respiratorio inferiore.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere remdesivir (dose di carico di 200 mg il giorno 1, seguita da 100 mg al giorno per un massimo di 9 giorni aggiuntivi) o placebo per un massimo di 10 giorni. Il primo effetto sotto osservazione era il tempo per il recupero, definito dalla dimissione dall’ospedale o dal ricovero solo per scopo di controllo delle infezioni.

È stato esaminato un totale di 1062 pazienti, con 541 assegnati al farmaco e 521 al placebo.

Risultati.

Un ciclo di 10 giorni di remdesivir è risultato superiore al placebo nel trattamento dei pazienti ospedalizzati con COVID-19. I pazienti che hanno ricevuto il farmaco hanno avuto un tempo di recupero più breve rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo; inoltre, il trattamento con il farmaco potrebbe aver prevenuto la progressione verso malattie respiratorie più gravi, come dimostrato dalla minore proporzione di eventi avversi gravi dovuti a insufficienza respiratoria tra i pazienti nel gruppo remdesivir, nonché una minore incidenza di nuovo uso di ossigeno tra i pazienti che non ricevevano ossigeno al momento dell’arruolamento e una percentuale inferiore di pazienti che necessitavano di livelli più elevati di supporto respiratorio durante lo studio. Il trattamento con il farmaco è stato associato a un minor numero di giorni di successivo utilizzo di ossigeno per i pazienti che lo ricevevano  al momento dell’arruolamento e a una minore durata successiva della ventilazione meccanica o ECMO per coloro che ricevevano questi interventi all’arruolamento. Cumulativamente, questi risultati suggeriscono che il trattamento con il farmaco può non solo ridurre il carico di malattia, ma può anche diminuire l’uso delle scarse risorse sanitarie durante questa pandemia. Il beneficio nel recupero è persistito quando è stato effettuato un aggiustamento per l’uso di glucocorticoidi, il che suggerisce che il beneficio del desametasone può essere additivo a quello del remdesivir. Questo studio si aggiunge ad altre valutazioni scientifiche positive del farmaco, essendo anche più ampio e in cieco.

Dati i risultati preliminari su remdesivir, la Food and Drug Administration ha rilasciato un’autorizzazione all’uso di emergenza già il 1° maggio 2020 (modificata il 28 agosto 2020), per consentire l’uso di remdesivir per il trattamento in adulti e bambini ospedalizzati con Covid19. Da allora, il farmaco ha anche ricevuto l’approvazione piena o condizionale in diversi altri paesi. Tuttavia, data l’elevata mortalità nonostante l’uso di remdesivir, è chiaro che il trattamento con un farmaco antivirale da solo non è probabilmente sufficiente per tutti i pazienti. Le strategie attuali stanno valutando remdesivir in combinazione con modificatori della risposta immunitaria (per esempio, l’inibitore della Janus chinasi, o inibitori JAK, baricitinib e interferone beta-1a).

Per continuare a migliorare i risultati nei pazienti con COVID-19, sono necessari una varietà di approcci terapeutici, inclusi nuovi antivirali, modificatori della risposta immunitaria o altre vie e approcci combinati.

Fonti.

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2007764

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