L’era Biden per la sanità

Dopo l’insediamento travagliato, ci si interroga sulla futura politica di Biden, anche in ambito sanitario.

Futuro incerto.

Che piaccia o meno, quello che capita negli USA ha una ricaduta sul resto del mondo.

Dopo un inizio travagliato, la Presidenza Biden è sotto i riflettori e tutti si interrogano sulle prossime mosse.

In ambito sanitario, due articoli, rispettivamente su BMJ (vedi) e su “Jama Network” (vedi) fanno il punto sulla situazione.

La riforma sanitaria negli USA è sul tappeto da un secolo, letteralmente. In generale i costi sono più elevati e i risultati peggiori di molti altri paesi ad alto reddito e ci sono decine di milioni di persone non assicurate.

Al momento, tutti concordano che Biden parta in salita: Congresso diviso, pandemia, e crisi economica sicuramente spostano l’ordine del giorno della politica e potranno ancora farlo a lungo.

Attenzione, però: proprio la pandemia fa sì che alcuni problemi, nel Paese col numero più alto al mondo di morti COVID-19, richiedano interventi urgenti.

I numeri per il Governo, per quanto risicati, ci sarebbero, ma gli esperti sanitari sono preoccupati sul destino di due dei piani più ambiziosi del presidente eletto: consentire a un sistema assicurativo gestito dal governo di competere con assicuratori privati ​​nell’Affordable Care Act (ACA, noto anche come Obamacare, introdotto sotto Barack Obama e mentre Biden  era vice presidente) e abbassare l’età di ammissibilità per Medicare, il programma assicurativo governativo per le persone di età pari o superiore a 65 anni.

Una proposta di copertura universale “tendone” discussa negli ultimi anni è stata Medicare for All.

L’idea è che tutti siano automaticamente coperti da un programma di assicurazione sanitaria sponsorizzato pubblicamente. Il programma sarebbe pagato attraverso le tasse, senza premi o franchigie. Tuttavia, la pratica della medicina e la proprietà degli ospedali rimarrebbero, come sono oggi, prevalentemente di proprietà, e gestite da enti privati.

Le stime dimostrano che controllando i prezzi pagati a medici, ospedali e compagnie farmaceutiche, oltre a ridurre i costi amministrativi, comprese le spese generali e i profitti assicurativi, Medicare for All potrebbe concettualmente ottenere una copertura universale, riducendo al contempo le spese. Ci sarebbe, tuttavia, una sostanziale cesura nel modo in cui viene pagata l’assistenza sanitaria, passando dai premi e dai costi vivi alle tasse.

Le stime dei costi e dei risparmi di un modello Medicare for All dipenderebbero in modo cruciale da quanto sarebbero pagati medici e ospedali. Attualmente, i medici sono pagati il ​​43% in più da un’assicurazione privata che da Medicare e gli ospedali sono pagati il ​​99% in più, da questo dipende la sostanziale opposizione da parte del settore sanitario.

L’alternativa, tra le proposte di Biden, è un piano, amministrato da Medicare, a cui chiunque potrebbe aderire. I premi sarebbero limitati a una percentuale del reddito. Come Medicare for All, un’opzione pubblica non altererebbe l’effettiva fornitura di cure mediche, ma, a differenza di questo, la proposta di Biden avrebbe premi e condivisione dei costi per i pazienti.

La pandemia.

Biden ha istituito un comitato consultivo scientifico e, secondo quanto riferito, richiede aggiornamenti regolari dal suo staff su come sta procedendo la pianificazione delle vaccinazioni, sebbene i membri dello staff si siano lamentati del fatto che i funzionari di Trump siano stati lenti nel fornire dati.

Biden chiederà a tutti gli statunitensi di indossare maschere per i suoi primi cento giorni in carica, un cambiamento importante rispetto a Trump, che raramente ne indossava una e si rifiutava di approvarne la pratica.

Tuttavia, il Presidente ha un’autorità limitata sull’uso dei dpi. Sono gli Stati che hanno la maggior parte della responsabilità per le misure di salute pubblica e le prescrizioni riguardo alle mascherine variano in tutto il paese.

Biden ha detto che solleciterà i governi locali e statali a richiedere che la maschera venga indossata nelle proprietà federali e sui trasporti interstatali.

Riguardo ai vaccini, la sua amministrazione è alle prese con un’implementazione irregolare che l’amministrazione Trump aveva sostanzialmente lasciato ai singoli Stati, che stanno ottenendo vaccini gratuiti, ma con pochi fondi per la distribuzione.

Biden ha promesso cento milioni di vaccinazioni nei suoi primi cento giorni. Un obiettivo ambizioso data la mancanza di strutture e risorse che i funzionari devono fronteggiare nel periodo di transizione.

Cinque giorni prima del suo insediamento, Biden ha avvertito gli statunitensi che le cose sarebbero peggiorate prima di migliorare. Ha anche sostenuto che chiederà al Congresso altri 20 miliardi di dollari per accelerare gli sforzi di vaccinazione federale, lascerà cadere il nome “Operazione Warp Speed” e che cercherà di estendere i sussidi assicurativi alla classe media.

Fare e disfare.

Molta dell’attività di Biden sarà concentrata nel disfare le decisioni più dannose messe in atto dalla precedente amministrazione.

Com’è tradizione dai tempi di Reagan, per esempio, Biden dovrà intervenire a favore dei centri di pianificazione familiare che prevedono l’applicazione dell’aborto, o semplicemente lo citano come possibilità, fino a quando il prossimo presidente repubblicano reintrodurrà le restrizioni che li penalizzano, e così via.

Per quanto riguarda la riforma sanitaria, è improbabile che si riesca a intervenire nel 2021, se non attraverso azioni amministrative che saranno probabilmente incentrate sull’annullamento di quello che Biden ha definito il “sabotaggio” dell’ACA da parte dell’amministrazione Trump. Ciò potrebbe includere l’annullamento della riduzione del 90% del finanziamento di sensibilizzazione, la limitazione dell’iscrizione a piani a breve termine opzionali per coprire pazienti con patologie preesistenti e l’annullamento della flessibilità fornita agli Stati riguardo Medicaid.

Un’altra strada per far avanzare gradualmente la riforma sanitaria è proprio attraverso gli Stati.

Mentre l’amministrazione Trump ha incoraggiato gli Stati a utilizzare le deroghe in Medicaid e ACA per limitare la copertura (per esempio, imponendo requisiti di lavoro ai beneficiari di Medicaid), l’amministrazione Biden potrebbe cercare di dare agli Stati una maggiore flessibilità per rafforzare la rete di sicurezza sanitaria e migliorare l’accessibilità economica. Il presidente Biden potrebbe, in particolare, rendere più facile per gli Stati sperimentare un’opzione pubblica attraverso deroghe.

Tuttavia, senza l’azione del Congresso, inclusi ulteriori finanziamenti federali, ci saranno limiti a ciò che gli Stati possono fare, specialmente durante un periodo di entrate statali limitate derivanti dalla pandemia del COVID-19. Medicaid ora copre più di 75 milioni di persone e costa più di 600 miliardi di dollari all’anno, con gli Stati responsabili di oltre un terzo della spesa.

Quando si ragiona con la pancia si finisce per guardarsi l’ombelico.

In un delirio solipsistico, la presidenza Trump aveva ritirato gli USA da tutti i principali tavoli mondiali in ambito ambientale e sanitario. La decisione, di pancia, di uscire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in piena pandemia globale ha messo in ombra la miopia dell’uscita dagli accordi di Parigi sull’inquinamento.

Nel loro “piccolo”, anche i regolamenti interni sono da rivedere, come, per esempio, la regola preoccupante che vieta all’Agenzia per la protezione ambientale di considerare i risultati di studi sull’inquinamento e altre questioni ambientali a meno che i dati grezzi non siano disponibili. La comunità scientifica ha eccepito che, poiché la maggior parte della ricerca pertinente si basa su informazioni riservate sui pazienti, la necessità di privacy e anonimato significherebbe che molti degli studi più conclusivi sarebbero inutilizzabili.

Un’altra regola recentemente approvata richiede all’Agenzia di ignorare i costi economici di malattie e decessi quando si calcola il costo totale dell’inquinamento atmosferico.

Insomma: c’è molto lavoro da fare per restituire agli USA l’autorevolezza perduta su scala planetaria.

Fonti.

https://www.bmj.com/content/372/bmj.n142

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2775291

Photo by Bermix Studio on Unsplash

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