Le famiglie nere non hanno più fiducia nel sistema scolastico

La sfiducia radicata tra le famiglie nere nei confronti dei loro distretti scolastici pubblici sta rallentando la riapertura delle scuole, ma i loro bambini soffrono comunque molto per l’apprendimento a distanza. Lo racconta un articolo del The New York Times.

Alcune famiglie del Bronx hanno visto come il quartiere sia stato colpito dal Covid-19 la scorsa primavera. “Tutto quello che è successo in questo paese nell’ultimo anno ha dimostrato che i neri non hanno motivo di fidarsi del governo”, soprattutto per i sistemi scolastici dei propri figli.
Molti distretti stanno riaprendo e il presidente Biden sostiene questa riapertura e la ripresa delle lezioni in presenza, ma centinaia di migliaia di genitori neri dicono di non essere pronti a rimandare i loro figli a scuola.
 Questo riflette sia le conseguenze dure che il virus ha avuto sugli americani non bianchi sia la profonda mancanza di fiducia che le famiglie nere hanno da sempre nei distretti scolastici: un fenomeno di lunga data esacerbato dalla pandemia. (vedi)
E anche se i bambini non bianchi sono i più bisognosi di apprendimento diretto, le famiglie sono le più diffidenti a tornare in presenza.
Questo sta spostando il dibattito sulla riapertura in tempo reale. A Chicago, solo un terzo delle famiglie nere ha indicato di essere disposto a tornare in classe, rispetto al 67% delle famiglie bianche; e il sindacato degli insegnanti della città, che si sta organizzando per uno sciopero, ha fatto della disparità una parte centrale della sua campagna contro le lezioni in presenza.

A New York City, circa 12.000 bambini bianchi in più sono tornati in classe rispetto agli studenti neri, anche se i bambini neri costituiscono una quota maggiore del distretto complessivo. A Oakland, in California, solo un terzo dei genitori neri ha detto che avrebbe preso in considerazione l’apprendimento in presenza, rispetto a più della metà delle famiglie bianche. E le famiglie nere a Washington, Nashville, Dallas e altri distretti hanno indicato che terrebbero i loro figli a studiare a casa.

La scorsa estate, il Centers for Disease Control and Prevention ha scoperto che il 62% dei genitori bianchi era fortemente o abbastanza d’accordo che le scuole riaprisse quell’autunno, rispetto al 46% dei genitori neri. Entrambi i gruppi hanno comunque espresso lo stesso livello di preoccupazione per la qualità dell’istruzione dei loro figli.

Decenni di razzismo, segregazione istituzionalizzata e maltrattamento dei bambini neri, così come il grave sottoinvestimento negli edifici scolastici, hanno indotto le comunità nere a dubitare della sicurezza degli istituti scolastici e dei sistemi didattici.
Sarah Carpenter, il direttore esecutivo di Memphis Lift, un gruppo di difesa dei genitori in Tennessee ha sostenuto “Sappiamo che i nostri figli hanno perso molto, ma preferiamo che siano fuori dalla scuola piuttosto che morti”.

L’istruzione a domicilio tra le famiglie nere è in aumento da anni, e proprio la pandemia potrebbe incoraggiare più famiglie a lasciare il sistema scolastico pubblico.

Per alcune famiglie, l’apprendimento a distanza ha anche offerto una misura di controllo su un sistema educativo che spesso può sembrare opaco: i genitori possono invece vedere come i loro figli vengano istruiti e trattati. Questa condizione ha anche permesso ad alcuni bambini di sfuggire ad ambienti scolastici ostili. Anche durante la pandemia, in modalità a distanza, i bambini neri hanno comunque continuato ad essere soggetti a pratiche disciplinari più dure e a interazioni stridenti con il personale scolastico. Per tale ragione molte famiglie nere vedono ancora il sistema educativo tradizionale come punitivo.
A Detroit, il 16% dei bambini neri è tornato alle lezioni in presenza in autunno, prima che le scuole chiudessero di nuovo, rispetto al 27% dei bambini bianchi. Gli studenti bianchi costituiscono solo il 2% circa di tutto il distretto.

Da ultimo c’è da considerare che la sfiducia delle comunità nere non riguarda solo il sistema di istruzione ma anche il modello di salute e le politiche di vaccinazione: c’è tra loro un alto livello di diffidenza sulla vaccinazione rispetto alle famiglie bianche. (vedi)

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