Il sogno di Cuba sui vaccini antiCOV2

Cuba potrebbe non soltanto sviluppare un vaccino efficace per la propria popolazione, ma anche regalarlo a paesi amici e alleati, oltre che ai turisti in visita.

Ricerca e crisi economica.

Mentre nelle nazioni benestanti crisi economica e sanitaria si sommano, la nazione insulare affronta una crisi economica devastante, mentre gli scienziati stanno sviluppando più vaccini. E almeno uno di loro sembra un buon candidato (vedi). In caso di successo, Cuba sarebbe il primo paese latino-americano a produrre il proprio vaccino, e non è uno scenario inverosimile. L’isola ha una storia di sviluppo di vaccini, incluso un vaccino contro il cancro ai polmoni, ora in fase di sperimentazione in un centro antitumorale degli Stati Uniti.

Il sogno cubano.

Questa strana situazione riflette quanto Cuba sia un’anomalia: uno degli ultimi paesi comunisti nell’era post-sovietica. Ma anche un esempio anomalo nella pandemia COVID. Per gran parte del 2020, Cuba ha mantenuto i numeri COVID-19 a livelli incredibilmente bassi, segnalando solo 1 o 2 casi in alcuni giorni. Il virus è decollato solo quando Cuba ha riaperto ai turisti a novembre.

Ora che ha bisogno di vaccinazioni COVID come ogni altro paese al mondo, Cuba sta tentando di sviluppare e produrre un vaccino autoctono. All’inizio di questo mese, Dagmar Garcia Rivera, direttore della ricerca presso il Finlay Vaccine Institute dell’Avana, ha annunciato che uno dei cinque candidati vaccini di Cuba, il Soberana 2, sembra essere altamente efficace e sta entrando nella fase finale degli studi clinici.

“Questo è il primo vaccino cubano e latinoamericano ad avanzare alla sperimentazione di fase 3”, ha dichiarato con orgoglio Garcia in una conferenza stampa. La sperimentazione clinica di fase 3 coinvolgerà 44.000 persone ed è l’ultimo test del vaccino prima che venga inviato all’agenzia di regolamentazione nazionale di Cuba, il Centro per il controllo statale dei medicinali, delle apparecchiature e dei dispositivi medici (CECMED) per l’approvazione.

Piano B.

Anche un secondo candidato cubano, chiamato Abdala, è entrato in uno studio di fase 3. I nomi dei candidati al vaccino la dicono lunga su cosa significhi questo sforzo per Cuba. “Soberana” in spagnolo significa sovrano. “Abdala” è il protagonista di una drammatica poesia dell’eroe della rivoluzione cubana Jose Marti. “Mambisa”, un vaccino somministrato come spray nasale, prende il nome dai guerriglieri cubani anticolonialisti che combatterono la Spagna alla fine del 1800. Con questo stesso spirito rivoluzionario Cuba non sta nemmeno tentando di acquistare vaccini COVID da società farmaceutiche multinazionali. Né si è preoccupata di iscriversi all’iniziativa COVAX guidata dall’OMS, che fornisce vaccini gratuiti o a costi ridotti ai Paesi con poche risorse.

Programma ambizioso.

Lo sviluppo di un nuovo vaccino richiede solitamente un decennio o più, ma Eduardo Ojito, il capo del Centro cubano di immunologia molecolare, afferma che il Paese dovrebbe avere dosi sufficienti di Soberana2 per immunizzare l’intera popolazione entro la fine dell’estate. Ciò presuppone che il candidato vaccino superi le prove di fase 3 e ottenga l’autorizzazione normativa. “Ci stiamo preparando a produrre da uno a due milioni di dosi ogni mese”, dice Ojito.

Ironia della sorte: le sanzioni contro l’isola limitano le importazioni di materie prime necessarie per la produzione di vaccini.

Il governo cubano sta già parlando di distribuire il vaccino in Iran, Messico e Venezuela. I funzionari dicono che sperano di produrre abbastanza vaccino da poterlo distribuire anche in altre parti del mondo.

Davide e Golia.

Sembra incredibile per una nazione di undici milioni di abitanti, ma secondo gli esperti, Cuba avrebbe la potenzialità di riuscire nella titanica impresa. Ci sono molta aspettativa e orgoglio nazionale per la prospettiva di offrire presto un vaccino prodotto a livello nazionale. Se Soberana 2 procedesse nei tempi previsti, Cuba avrebbe il vaccino da vendere prima che molti Paesi abbiano persino iniziato con le vaccinazioni di massa. Questo in uno stato in cui molti abitanti trascorrono gran parte della loro giornata in fila per i generi di prima necessità e alla ricerca di carne di pollo. Il vaccino, oltre tutto, potrebbe essere una chiave per uscire dalla crisi, permettendo la riapertura delle frontiere al turismo, che è una delle sue maggiori fonti di entrate, e fornendo un’altra fonte di reddito: le esportazioni farmaceutiche.

Fonti.

https://www.npr.org/sections/goatsandsoda/2021/03/25/980789381/cubas-revolutionary-dream-making-its-own-covid-vaccine

Photo by Ban Yido on Unsplash

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