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Il futuro dell’immunizzazione da SARS-COV-2 nei prossimi 5 anni

di Luca Mario Nejrotti

La scienza, come la politica, dovrebbe, quando possibile, cercare le risposte a domande e problemi non del presente, ma del futuro. I ricercatori stanno cominciando a interrogarsi sul futuro dell’immunizzazione da SARS-COV2.

I prossimi cinque anni.

Uno studio esplora l’evoluzione futura della pandemia di Covid-19 e le dinamiche dell’immunità adattativa o acquisita contro il SARS-CoV2 (vedi); tuttavia, le caratteristiche salienti della risposta immunitaria provocata dall’infezione naturale o dalla vaccinazione sono ancora incerte. Nello studio vengono applicati semplici modelli epidemiologici per iniziare a valutare le stime per l’entità e la tempistica dei futuri casi di COVID-19, data la diversa efficacia protettiva e la durata della risposta immunitaria acquisita al SARS-CoV-2, nonché la sua interazione con vaccini e interventi non farmaceutici. Il quadro che se ne ricava, tenendo conto delle variazioni nella risposta immunitaria alle infezioni di SARS-CoV-2 e a un potenziale vaccino può essere caratterizzato da paesaggi immunitari notevolmente diversi, che vanno da epidemie prolungate alla quasi totale eliminazione. I risultati illustrano di fatto quanto complessa possa essere la previsione delle dinamiche future del COVID-19 e mostrano l’importanza della caratterizzazione immunologica oltre la misurazione delle infezioni attive per proiettare adeguatamente il panorama immunitario generato dalle infezioni SARS-CoV-2.

Molteplici variabili.

Le variabili da prendersi in considerazione sono estremamente numerose. Per esempio si dovrà studiare come le variazioni plausibili nella risposta immunitaria naturale, in seguito all’infezione e alla vaccinazione da SARS-CoV-2, potrebbero interagire con i fattori stagionali e con gli interventi di contenimento nel modellare le dinamiche epidemiche a medio termine, il carico clinico e il panorama dell’immunità al COVID-19.

L’evoluzione della pandemia potrà anche essere sostanzialmente alterata dalla diffusione di massa di vaccini; tuttavia, l’impatto effettivo dipenderà fortemente dall’efficacia del vaccino e dalla natura della risposta immunitaria adattativa. Se pure la risposta immunitaria acquisita fosse robusta, bisognerà tenere conto della diffidenza nei confronti dei vaccini, che potrebbe anche ridurre i tassi di vaccinazione portando a livelli più bassi di immunità della popolazione. Tuttavia, anche con un’immunità vaccinale imperfetta e tassi di vaccinazione moderati, i risultati indicano che la vaccinazione può accelerare il controllo della pandemia. Infine, proiettare quantitativamente l’impatto della vaccinazione, degli antivirali e delle terapie richiederà modelli immunoepidemiologici più dettagliati; tuttavia, la parametrizzazione di tali modelli continuerà a presentare enormi difficoltà per questo nuovo virus. I ricercatori stessi raccomandano l’impiego e l’integrazione di modelli statistici diversi, dai più semplici ai più complessi.

Primi passi.

In definitiva, lo studio mostra le difficoltà di previsione, per quanto riguarda la pandemia di COVID-19, e sottolinea la complessa dipendenza del panorama immunitario generato dall’infezione da SARS-CoV-2 dalla natura attualmente incerta della risposta immunitaria acquisita a questo virus e dall’efficacia di potenziali vaccini futuri. A seconda di come si svilupperanno, le previsioni e i modelli per i futuri oneri clinici spaziano dal prolungarsi della pandemia alla sua eliminazione, o quasi. Di conseguenza, sarà importante integrare accuratamente le storie di vita immunitaria individuali e il panorama immunitario cumulativo delle popolazioni all’infezione primaria e secondaria e alla vaccinazione SARS-CoV-2 per la gestione e il controllo della pandemia in corso e dei suoi sviluppi futuri.

Fonti.

https://science.sciencemag.org/content/early/2020/09/18/science.abd7343?rss=1

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