I social media e le dichiarazioni false di Trump su COVID-19

di Luca Mario Nejrotti

I social media principali corrono ai ripari dopo le affermazioni, false, di Trump che la COVID-19 sia meno letale dell’influenza.

Fake istituzionali.
Facebook e Twitter hanno adottato misure per arginare la disinformazione dopo che il presidente Trump ha pubblicato su entrambi i siti post che affermavano falsamente che la COVID-19 è meno mortale dell’influenza nella “maggior parte delle popolazioni” (vedi).

Facebook ha rimosso il post di Trump, affermando che agli utenti non è permesso fare false affermazioni sulla gravità della pandemia. Il social network afferma che il post ha infranto le sue regole contro la disinformazione dannosa. Chiaramente, quando la disinformazione arriva dalla massima carica del Governo ha un peso diverso che dal “virologo da bar” qualunque.

Twitter ha permesso al tweet del presidente di rimanere online, ma con un’etichetta di avvertimento. La società ha affermato che si trattava di una violazione delle “regole di Twitter sulla diffusione di informazioni fuorvianti e potenzialmente dannose relative alla COVID-19”. Ma ha aggiunto che la società “ha stabilito che potrebbe essere nell’interesse del pubblico che il Tweet rimanga accessibile”: in pratica ne hanno fatto un esempio negativo.

Non è la prima volta che Trump “sgancia” contenuti dirompenti sui social e che le società devono correre ai ripari (vedi).

Egoriferito.

Trump, che sarebbe attualmente in cura per COVID-19, ha minimizzato la gravità della malattia a cui starebbe sopravvivendo, che però ha ucciso più di 210.000 persone negli Stati Uniti.

“Molte persone ogni anno, a volte oltre 100.000, e nonostante il vaccino, muoiono di influenza”, ha scritto Trump nel tweet. “Chiuderemo il nostro Paese? No, abbiamo imparato a conviverci, proprio come stiamo imparando a convivere con la COVID, nella maggior parte delle popolazioni molto meno letale!!!”

La realtà.

In realtà, durante la stagione influenzale 2019-2020, i Centers for Disease Control and Prevention stimano che 38 milioni di persone negli Stati Uniti abbiano avuto l’influenza e che 21.909 di loro siano morte.

Secondo i dati della Johns Hopkins University, quest’anno oltre 7,4 milioni di americani hanno contratto il COVID-19.

I tassi di mortalità per le malattie respiratorie variano in base all’età, con gli anziani a rischio più elevato di quelli più giovani per entrambe le malattie, ma il tasso di mortalità complessivo per l’influenza stagionale è in genere inferiore allo 0,1%, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità.

Il tasso di mortalità delle persone negli Stati Uniti infettate dal coronavirus è stato stimato tra circa lo 0,5% e poco più dell’1%, con notevoli variazioni tra le diverse fasce di popolazione, etnia e classe sociale.

Fonti.

https://www.npr.org/sections/latest-updates-trump-covid-19-results/2020/10/06/920787737/facebook-twitter-take-action-after-trump-falsely-claims-flu-deadlier-than-covid-?t=1602575819085

https://www.npr.org/2020/08/05/899558311/facebook-removes-trump-post-over-false-claim-about-children-and-covid-19

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