I prodotti per l’igiene orale per contrastare la diffusione del SARS-CoV-2

di Maria Rosa De Marchi

Un recente studio, con l’utilizzo di stime matematiche, pone l’origine della diffusione del SARS-CoV-2 circa un anno fa, tra ottobre e novembre 2019. Nonostante questo e nonostante siano passati circa otto mesi dal momento in cui la diffusione del nuovo coronavirus è stata dichiarata pandemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, alcuni punti sono purtroppo ancora lontani dall’essere chiariti.

La problematica delle sovrainfezioni batteriche nei pazienti con COVID-19

Una delle problematiche emergenti dai pazienti che si infettano con il SARS-CoV-2 è costituita dalle sovrainfezioni batteriche che possono manifestarsi a vari  livelli del sistema respiratorio e complicare ulteriormente il quadro di polmonite che costituisce una delle manifestazioni del virus.

In questo scenario entra in gioco l’importanza della salute del cavo orale nella prevenzione delle sovrainfezioni, investigato anche da un articolo pubblicato sul British Dental Journal: il rischio di sovrainfezioni batteriche, infatti potrebbe essere aumentato da una situazione compromessa a livello del cavo orale e potrebbe sussistere la possibilità che la flora batterica presente, in caso di infezione virale, si replichi in modo indisturbato fino a causare diversi danni.

La salute del cavo orale non avrebbe esclusiva importanza in caso di infezione conclamata, ma anche in fase preventiva: dalle pagine di dentistry.com arriva una riflessione, ad opera dei professori Martin Addy e Robert Newcombe, che riguardano le potenzialità della salute orale come strumento per contrastare la diffusione del SARS-CoV-2. Alcuni prodotti per l’igiene orale come dentifricio collutori hanno azione antivirale, che potrebbe avere un impatto positivo sulla diffusione del virus; una azione antibatterica potrebbe supportare la lotta alle sovrainfezioni batteriche nei pazienti che hanno contratto il virus.

Uno studio per la valutazione dei prodotti per l’igiene orale: la proposta di protocollo

I professori propongono quindi un protocollo che potrebbe aiutare nella valutazione del peso della salute del cavo orale nella diffusione del virus. Nel Regno Unito e in molti Paesi sono state adottate politiche di analisi molecolari a tappeto, tramite tampone orale o nasofaringeo. Utilizzato in principio per i pazienti sintomatici, per una valutazione preoperatoria dei pazienti e per il personale medico impiegato in prima linea, il tampone molecolare è stato esteso a porzioni più ampie della popolazione e ora nel Regno Unito prevede il coinvolgimento di intere città, in modo analogo a quanto sta avvenendo in Italia con lo screening di massa effettuato in Alto Adige (in cui è stato testato oltre il 60% della popolazione).

Il protocollo per uno studio randomizzato controllato per la valutazione degli effetti dei prodotti per l’igiene orale prevede, per coloro risultati positivi al test rapido per il coronavirus, l’eventuale ammissione a due bracci di randomizzazione, con l’assegnazione al braccio di intervento che prevede l’utilizzo di prodotti per l’igiene orale e al braccio di controllo, con l’utilizzo di placebo (come, ad esempio, soluzione salina al posto di collutorio, come da suggerimento dei due studiosi). Poco tempo dopo l’utilizzo dei prodotti in esame, il tampone rapido dovrebbe essere ripetuto per testare le effettive capacità.

Il test, sempre secondo proposta degli studiosi, potrebbe essere applicato anche all’utilizzo di prodotti per l’igiene delle mani, per comprendere le effettive capacità antivirali. Per quanto riguarda l’effettiva conduzione di uno studio randomizzato con queste caratteristiche, molta attenzione sarebbe da prestare alla scelta di un campione di popolazione sufficientemente rappresentativo, al tipo di analisi statistica applicata, nonché a un’adeguata scelta dei criteri di inclusione ed esclusione per la partecipazione allo studio e a un abbinamento dei casi con i rispettivi controlli, non solo per quanto riguarda età e sesso.

I professori inoltre fanno una riflessione che riguarda la metodologia del test, che prevede un singolo tampone di naso oppure bocca. Se invece fosse implementato un sistema di test con il prelevamento di campioni separati da bocca, naso-faringe e mani, i risultati potrebbero fornire nuove informazioni rilevanti per comprendere la diffusione del virus.

 

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