I leader dei medici esprimono allarme per sentenze di amputazione “spaventose”

Il 30 novembre scorso è stato pubblicato sul sito della World Medical Association (WMA) un articolo in cui la WMA stessa esprime il suo profondo allarme per la conferma, da parte della Corte Suprema iraniana, delle sentenze di amputazione di quattro prigionieri. I quattro uomini, tutti condannati per rapina, dovranno subire l’amputazione completa di quattro dita della mano destra, come previsto dalla legge iraniana. Si ritiene che le condanne, denunciate dalla WMA a settembre, saranno eseguite a breve.

In una lettera inviata alle autorità iraniane, il presidente della WMA, il dottor David Barbe, ribadisce la ferma opposizione della WMA a questa tipologia di condanne, che infliggono di proposito dolore estremo, disabilità irreversibile e annientamento della dignità umana. Il dottor Barbe afferma che tali pratiche riprovevoli sono semplicemente indegne di un Paese governato dallo stato di diritto. L’amputazione costituisce una punizione grave, crudele, disumana e degradante che la WMA denuncia con la massima fermezza come una palese violazione della convenzione internazionale dei diritti umani.

Il dottor Barbe, presidente del WMA a partire dallo scorso 30 ottobre, chiede che questi “orribili atti di crudeltà” siano fermati, e condanna l’obbligo previsto dalla legge iraniana per un medico di sovrintendere alla punizione. Questa, infatti, è una diretta violazione dei principi etici fondamentali della professione medica. Aggiunge inoltre: “Il nostro standard è incoraggiare i medici a onorare il loro impegno a servire l’umanità e a resistere a qualsiasi pressione per agire in contrasto con i principi etici che governano la loro dedizione a questo compito.  Siamo determinati a sostenere pienamente i medici che si rifiutano di partecipare a queste azioni disumane”.

Chiede anche alle autorità iraniane di rispettare finalmente i propri obblighi internazionali, in particolare ai sensi della Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici, che proibisce pene e trattamenti crudeli, inumani o degradanti in tutte le circostanze e senza eccezioni, convenzione che la Repubblica dell’Iran ha ratificato nel 1975.

La Convenzione è un trattato delle Nazioni Unite nato dall’esperienza della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottato nel 1966 ed entrato in vigore il 23 marzo del 1976, e definisce cinque categorie di diritti umani:

    1. La protezione dell’integrità fisica dell’individuo (contro la detenzione arbitraria, la tortura e l’uccisione).
    2. L’imparzialità del giudizio (osservanza della legge, diritti del detenuto, procedura giudiziaria, standard minimi di detenzione per i prigionieri, diritto alla difesa, diritto a un giusto processo).
    3. La protezione contro le discriminazioni basate sul sesso, l’etnia o la religione, e quelle di altro genere.
    4. La libertà di pensiero, di religione, di coscienza, di parola, di associazione, di stampa e di riunione.
    5. Il diritto di partecipazione politica (cioè di fondare o aderire a partiti politici, di voto, di critica delle autorità di governo).

Foto di Siggy Nowak da Pixabay

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter