Evidenze e implicazioni riguardo la trasmissione aerea di SARS-CoV-2

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Da diversi mesi ormai è noto che il virus SARS-CoV-2 viene trasmesso principalmente tramite goccioline di saliva (droplet) da una persona infetta quando starnutisce, tossisce, parla o respira e si trova in prossimità di altre persone. Pertanto, chi non rispetta una distanza interpersonale minima di un metro e mezzo corre maggiori rischi di contrarre il virus. Anche la trasmissione aerea può essere considerata una modalità di diffusione di SARS-CoV-2, seppur meno comune. Recentemente, Trisha Greenhalgh dell’Università di Oxford e colleghi hanno espresso in un commento su The Lancet il loro punto di vista sul fatto che, invece, questa sia la via di trasmissione principale, portando a supporto dieci prove indirette raccolte in diversi studi (1).  E non tenerne conto nei processi decisionali, sottolineano, sarebbe un “errore scientifico”.

Tra queste, prima fra tutte l’elevata incidenza di eventi di super diffusione – considerati i motori principali della pandemia secondo uno studio di Nature pubblicato in febbraio (2) – e la trasmissione a lungo raggio del virus, documentata in contesti in cui si svolgevano periodi di quarantena cosiddetta di confine. Greenhalgh e colleghi affermano inoltre che “la trasmissione asintomatica o presintomatica di SARS-CoV-2 da persone che non tossiscono o starnutiscono è probabile che rappresenti almeno un terzo, e forse fino al 59%, di tutta la trasmissione a livello globale” e rappresenta un punto chiave delle modalità di diffusione del virus in tutto il mondo. Il veicolo di trasmissione è l’aerosol che comporta la formazione di particelle molto piccole le quali diversamente dal droplet, sedimentando molto lentamente, vengono trasportate dalle correnti d’aria anche a lunga distanza.

L’areazione degli ambienti interni

Gli autori del commento di Lancet affermano inoltre che la trasmissione di SARS-CoV-2 è più facile che avvenga in luoghi al chiuso piuttosto che all’aperto, sulla base delle evidenze emerse da una revisione sistematica pubblicata su The Journal of infectious diseases, anche se persistono delle lacune significative nella comprensione di specifici percorsi, come affermano gli autori della revisione (3). Nonostante questi limiti, anche secondo quanto riportano gli autori di un altro articolo pubblicato pochi giorni fa sul JAMA “la maggior parte dei focolai di Covid-19 che coinvolgono tre o più persone sono stati collegati al tempo trascorso in ambienti chiusi e le prove confermano che la trasmissione aerea a lungo raggio (ovvero all’interno della stanza ma oltre un metro e mezzo di distanza) si stia verificando” (4).

Joseph G. Allen e Andrew M. Ibrahim, autori dell’articolo del JAMA, proseguono sottolineando quanto sia fondamentale controllare le concentrazioni di aerosol all’interno di spazi chiusi, ciò può essere ottenuto mediante il controllo della sorgente di aerosol (ovvero indossando una maschera facciale e osservando il distanziamento fisico) e quello della ventilazione dello spazio chiuso (per mezzo di aria esterna o con sistemi di filtraggio). Per quanto riguarda l’aereazione dei locali, al momento “esiste un difetto importante nel modo in cui la maggior parte degli edifici opera in quanto gli attuali standard per la ventilazione degli spazi interni, eccezion fatta per gli ospedali, sono fissati per il minimo indispensabile e non sono progettati per il controllo delle infezioni”. Gli autori descrivono successivamente il razionale per limitare la trasmissione aerea a lungo raggio aumentando la ventilazione e migliorando il sistema di purificazione dell’aria degli ambienti chiusi.

Gli ambienti di lavoro e scolastici

A rimarcare l’importanza di una corretta ventilazione degli spazi interni è anche The BMJ, soffermandosi sul fatto che “le particelle più piccole possono rimanere in sospensione per ore e queste costituiscono un’importante via di trasmissione” (5). Se accettiamo che qualcuno in un ambiente chiuso possa inalare una quantità sufficiente di virus tale da causare l’infezione a più di due metri di distanza dalla fonte originale – proseguono Julian Tang e colleghi – i meccanismi di sostituzione o purificazione dell’aria diventano molto più importanti. Questo si traduce in poche semplici prassi, “aprire le finestre o installare/aggiornare sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria”. Non meno importante della ventilazione degli ambienti è la qualità (in termini di capacità di filtraggio e aderenza al volto) della maschera facciale che si indossa, perché “minuscole particelle sospese nell’aria possono farsi strada in qualsiasi spazio lasciato scoperto tra la maschera e il viso”.

Inoltre, una qualità dell’aria migliore grazie ad adeguati sistemi di ventilazione gioverà alla salute delle persone anche in termini di riduzione del congedo per malattia e persino riducendo disturbi legati all’ambiente come le allergie stagionali e la “sindrome da edificio malato”.

Dato che Covid-19 potrebbe diventare una malattia stagionale, Tang e colleghi concludono che “i governi e i leader sanitari dovrebbero prestare attenzione alla scienza e concentrare i loro sforzi sulla trasmissione aerea. Sono necessari ambienti interni più sicuri, non solo per proteggere le persone non vaccinate e quelle per le quali i vaccini falliscono, ma anche per ridurre la diffusione di varianti resistenti ai vaccini o nuove minacce aeree che possono presentarsi in qualsiasi momento. Migliorare la ventilazione interna e la qualità dell’aria, in particolare negli ambienti sanitari, di lavoro e scolastici, aiuterà tutti noi a rimanere al sicuro, ora e in futuro”.

 

Bibliografia

  1. Greenhalgh T, Jimenez JL, Prather KA, et al. Ten scientific reasons in support of airborne transmission of SARS-CoV-2. Lancet 2021; S0140-6736(21)00869-2.
  2. Lewis D. Superspreading drives the COVID pandemic – and could help to tame it. Nature 2021; 590: 544-6.
  3. Bulfone TC, Malekinejad M, Rutherford GW, Razani N. Outdoor transmission of SARS-CoV-2 and other respiratory viruses: a systematic review. J Infect Dis 2021; 223: 550-61.
  4. Allen JG, Ibrahim AM. Indoor air changes and potential implications for SARS-CoV-2 transmission. JAMA. Published online April 16, 2021.
  5. Tang JW, Marr LC, Li Y, Dancer S J. Covid-19 has redefined airborne transmission. BMJ2021; 373: n913.

 

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter