È giustificabile la strage di visoni in Danimarca?

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore

 

Non è più virulento. Non è più infettivo negli umani. Ma il SARS-CoV-2 che circola negli allevamenti di visoni fa ugualmente paura, perché minaccia di compromettere l’efficacia del vaccino. Per questo la Danimarca ha deciso di abbattere tutti i visoni nei suoi allevamenti (1). Il virus che causa COVID-19 è stato trovato nei visoni allevati in almeno sei paesi, Italia inclusa. Nel nostro paese, come in Spagna, Svezia e Stati Uniti, sono state abbattute le popolazioni degli allevamenti infetti. I Paesi Bassi sono andati oltre, vietando del tutto l’allevamento di questi animali dal prossimo aprile.

La Danimarca – il maggiore allevatore mondiale, con una popolazione che si stima possa toccare i 17 milioni di capi, il 40% della produzione globale – non riuscendo a controllare la propagazione del virus nei suoi allevamenti, dopo che a inizio novembre il contagio era stato segnalato in oltre 200 strutture, ha deciso per la misura drastica dell’abbattimento totale, con divieto di riprendere il loro allevamento almeno fino alla fine del 2021. L’abbattimento è iniziato il 4 novembre su ordine del governo, ma ora è sospeso in attesa di un voto del Parlamento, la cui autorizzazione è stata giudicata necessaria.

Alla base della decisione, insieme al fallimento dei tentativi di bloccare l’epidemia fra gli animali, ci sono due osservazioni. Innanzitutto, ci sono casi documentati di trasmissione dai visoni all’uomo. Nei Paesi Bassi, per esempio, uno studio pubblicato su Science da Bas Oude Munnink (2), dell’Università di Rotterdam, ha trovato che il 68% dei lavoratori degli allevamenti indagati aveva anticorpi contro il coronavirus, e in alcuni il genoma virale ne mostrava la provenienza dai visoni, segnalando la facilità del contagio dai visoni agli umani.

Ma quel che rende più preoccupante questi contagi sono alcune mutazioni trovate nei virus degli animali, descritte da un team dello Statens Serum Institut di Copenaghen, guidato dal virologo Anders Fomsgaard, in un Working Paper non ancora pubblicato con peer review (3).

Il virus, come si diceva, non sta diventando più virulento né più capace di trasmettersi fra gli umani: non solo non c’è alcun segno che ciò stia accadendo, ma non ci sono neanche ragioni per cui dovrebbe farlo.

Uno dei ceppi mutati però, chiamato ΔFVI-spike, ha quattro mutazioni nella proteina Spike, quella con cui il virus si lega alle cellule per infettarle. Proteina che è il bersaglio di molti vaccini in sperimentazione, incluso quello di Pfizer, i cui esiti preliminari hanno sollevato tante speranze in questi giorni. E le mutazioni osservate sembrano rendere il virus meno sensibile agli anticorpi contro Spike: si è visto infatti che il plasma di persone guarite dal Covid-19 non neutralizza il ceppo ΔFVI-spike con la stessa efficacia del virus selvatico. Si teme quindi che anche i vaccini sarebbero meno efficaci contro questo ceppo, se si diffondesse nell’uomo.

Ipotesi non remota, dato che dai visoni, come si diceva, i virus hanno già infettato molti lavoratori degli allevamenti, e in Danimarca almeno in 12 di essi è stato trovato il ceppo ΔFVI-spike. Mentre lo studio nei Paesi Bassi ha trovato anch’esso alcune delle mutazioni incriminate in qualche visone, ma non negli umani.

Non tutti gli esperti sono così spaventati dal ceppo mutante, dato che l’effetto della mutazione sui vaccini non è ancora certo (4). Ma visto che comunque il pericolo è plausibile, i più convengono che il rischio giustifichi le drastiche misure adottate.

 

Bibliografia

  1. Oude Munnink BB, Sikkema RS, Nieuwenhuijse DF, et al. Transmission of SARS-CoV-2 on mink farms between humans and mink and back to humans. Science 2020 Nov 10;eabe5901.
  2. Working paper on SARS-CoV-2 spike mutations arising in Danish mink, their 2 spread to humans and neutralization data.
  3. Lesté-Lasserre CC. Mutant coronaviruses found in mink spark massive culls and doom a Danish group’s research. Science, 11 novembre 2020.
  4. Branswell H. Spread of mutated coronavirus in Danish mink ‘hits all the scary buttons,’ but fears may be overblown. Stat, 5 novembre 2020.

 

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