Come l’elezione del nuovo presidente potrebbe incidere sulle politiche sanitarie USA

Un articolo del New England Journal of Medicine analizza i dati di 19 sondaggi sull’opinione pubblica americana realizzati durante l’ultimo anno di presidenza Trump. I risultati hanno dimostrato che a determinare le scelte in merito alla politica sanitaria non è l’opinione di tutti gli elettori, ma quella dei sostenitori del partito di maggioranza. Democratici e repubblicani hanno opinioni molto divergenti sulle questioni principali riguardanti la sanità.

Uno dei fattori che generalmente influenzano l’esito delle elezioni è senza dubbio la valutazione del Presidente in carica e del lavoro da lui svolto, soprattutto per come ha gestito le questioni più importanti secondo il pubblico durante il suo mandato. La maggioranza di coloro che hanno compilato il sondaggio ha disapprovato dell’ormai ex presidente la gestione dell’assistenza sanitaria, di Covid-19, e delle relazioni razziali.

È risultata una gran varietà di questioni importanti per gli elettori in vista del voto per le presidenziali 2020, mentre nelle campagne elettorali l’argomento dominante è stata la questione sanitaria e in particolare la pandemia di Covid-19: quasi sei elettori su dieci lo considerano infatti un “problema molto grande” per il Paese. Due sondaggi dall’inizio di ottobre hanno mostrato sei questioni in cima all’agenda degli elettori: l’economia, il coronavirus, l’assistenza sanitaria, le relazioni razziali e la parità di trattamento dei gruppi razziali, le nomine della Corte Suprema, e criminalità e sicurezza. L’economia è ancora una questione di primo piano, ma non è da sola al vertice come nel 2016. Covid-19 e questioni razziali sono problematiche emerse con forza nel 2020, sostituendo la sicurezza nazionale e il terrorismo come temi principali.

In un altro sondaggio, ai probabili elettori che hanno affermato che l’assistenza sanitaria extra-Covid era “estremamente importante” è stato chiesto cosa in particolare era per loro essenziale della questione sanitaria: gli alti costi sanitari in generale, insieme agli alti prezzi dei farmaci, sono stati il problema principale dichiarato (56%). Circa un rispondente su cinque ha affermato che i problemi dei non assicurati della nazione sono la questione più importante (21%).

Ci sono grandi differenze nelle opinioni di repubblicani e democratici sul ruolo del governo nella sanità. Sebbene l’82% dei probabili elettori democratici creda che la copertura sanitaria universale sia responsabilità del governo federale, tale opinione è condivisa solo dal 39% degli elettori repubblicani.  Anche nella questione pandemia ci sono divergenze: rispetto ai repubblicani, per i democratici Covid-19 è da considerarsi un problema molto grave nel doppio dei casi (76% contro 37%). Più di 8 democratici su 10 sono preoccupati che gli Stati stiano abolendo le restrizioni troppo rapidamente, mentre la maggioranza dei repubblicani è più preoccupata per il fatto che gli Stati non stiano revocando le restrizioni relative a Covid-19 abbastanza rapidamente. I sostenitori dei due partiti hanno anche opinioni nettamente diverse su quale livello di governo dovrebbe essere il principale responsabile dello sviluppo e dell’attuazione dei piani per limitare la diffusione del coronavirus. Il 68% dei repubblicani preferirebbe che fossero responsabili i governi statali e locali, mentre il 64% dei democratici preferirebbe affidare la responsabilità al governo federale. Infine la maggioranza dei democratici (53%) esprime molta fiducia in scienziati e medici per agire nell’interesse pubblico, rispetto al 37% dei repubblicani.

Con la maggioranza alla Camera e al Senato i democratici si muoveranno per ottenere una copertura sanitaria universale. I risultati dei sondaggi dicono che questo piano si baserà sull’Affordable Care Act, con alcune opzioni limitate per consentire alle persone di acquistare Medicare o un’opzione pubblica. Qualsiasi considerazione seria di un piano “Medicare for All” dovrebbe attendere un ciclo elettorale successivo, quando più democratici potrebbero preferirlo come opzione. Se avessero vinto i repubblicani in tutti e tre gli organi di governo, non ci sarebbe alcun movimento verso la copertura universale durante il prossimo mandato.

Oltre a questi problemi, nei prossimi anni le amministrazioni statali e locali saranno gravate da notevoli deficit finanziari a causa della recessione economica, che ha peggiorato le previsioni delle entrate fiscali. È probabile che l’assenza di questi sussidi influenzi in modo sostanziale la situazione finanziaria che devono affrontare Medicaid, la salute pubblica statale e la spesa del dipartimento di salute mentale, con l’eccezione dei programmi Covid-19, e il sostegno all’istruzione professionale sanitaria e alle strutture sanitarie del settore pubblico.

Indipendentemente dal desiderio bipartisan di politiche sanitarie che affrontino le questioni principali, le due parti sono molto distanti su questi temi e si stanno sempre più allontanando. Pertanto, è importante riconoscere che le direzioni di politica sanitaria del prossimo Presidente e Congresso potrebbero non essere le stesse dei precedenti o dei seguenti. Guardando all’assistenza sanitaria, ad esempio, è probabile che nei prossimi anni assisteremo a un’instabilità nella politica sanitaria degli Stati Uniti mentre il processo decisionale si sposta da un partito all’altro. È molto probabile che in futuro il Partito democratico si muova nella direzione di almeno un programma Medicare for All parziale, e che i democratici si concentreranno molto di più sulla regolamentazione del governo per limitare l’aumento della spesa.

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter