Carie: aspetti epidemiologici e relativi alla qualità di vita

di Maria Rosa De Marchi

Nonostante gli ultimi decenni si sia osservato un netto miglioramento generale della salute del cavo orale, le carie continuano ad essere uno dei maggiori problemi sanitari nei Paesi industrializzati, come riporta il sito dell’Istituto Superiore di Sanità. Il problema riguarda dal 60 al 90% dei bambini in età scolare e la maggior parte degli adulti. I dati che riguardano gli Stati Uniti sembrano particolarmente preoccupanti: ancora oggi un ragazzo su 250 ha perso tutti i propri denti e un terzo degli adulti ha carie non trattate.

Epidemiologia e cause

In Italia, secondo uno studio epidemiologico condotto tra il 2004 e il 2005 su scala nazionale mirato a raccogliere dati riguardanti la salute orale negli individui di 4 anni (5.538 bambini) e 12 anni (5.342 ragazzi) rappresentativi della popolazione italiana, la prevalenza della carie si attestava al 21,6% per i bambini di 4 anni e al 43,1% per i ragazzi di 12 anni1.

Le carie si sviluppano in seguito all’interazione, protratta nel tempo, tra batteri acidogeni e carboidrati soggetti a fermentazione introdotti con la dieta. Allo sviluppo delle carie contribuiscono anche altre cause, come la composizione chimica della saliva, l’utilizzo di agenti remineralizzanti e il contesto socioeconomico: le cause che portano alla deregolazione dell’ecosistema del cavo orale sono quindi numerose1. La valutazione del rischio di carie è multifattoriale e deve tenere in considerazione fattori di rischio fisici (un inadeguato flusso salivare), biologici (alta concentrazione di batteri nel cavo orale), ambientali (un’esposizione al fluoro insufficiente) e comportamentali (una scarsa igiene orale)1.

Un ruolo importante è rivestito dalle valutazioni di farmacoeconomia che hanno l’obiettivo di effettuare analisi costo-beneficio che riguardano diversi tipi di interventi in ambito sanitario. Il sistema più recentemente sviluppato si chiama Dental Caries Utility Index (DCUI), di cui è stato pubblicato il protocollo2.

Influenza delle carie sulla qualità di vita

Data l’alta prevalenza della malattia, le valutazioni della qualità della vita, soprattutto nella fascia di popolazione dei bambini, giocano un ruolo fondamentale. Il parametro utilizzato per queste valutazioni è l’OHRQoL (paediatric oral health-related quality of life), un questionario che in modo generico valuta la qualità di vita correlata allo stato della salute orale della popolazione pediatrica, oppure l’indice più recentemente sviluppato CARIES-QC (Caries Impacts and Experiences Questionnaire for Children), un questionario che misura in modo specifico l’impatto delle carie sui bambini, composto da quattro sezioni e pensato in modo specifico per rendere di primaria importanza il punto di vista dei bambini3.

In uno studio sulla qualità di vita effettuato nel 2019 e che ha coinvolto 513 bambini italiani di età compresa tra i 3 e i 6 anni frequentanti una scuola materna di Ascoli Piceno, sono stati investigati i fattori socioeconomici che intervengono nell’insorgenza delle carie, oltre alla prevalenza nel campione considerato4. In totale, 419 bambini sono risultati essere privi di carie, mentre 94 bambini avevano sviluppato carie nella dentizione decidua (il 18,4% dei partecipanti). Allo sviluppo delle carie è stato possibile associare differenze di comportamento correlate allo stato di salute e fattori di tipo socioeconomico. In particolare, la nazionalità straniera della madre è risultato essere un fattore predittivo di significatività statistica associato allo sviluppo delle carie: i bambini con madre straniera avevano una probabilità oltre sei volte maggiore di sviluppare carie rispetto ai bambini con madre di origine italiana (p = 0,004). Oltre a questo, sono stati identificati altri fattori predittivi, come il numero di visite dentistiche annue e preoccupazioni riguardanti le carie espresse dalla madre.

Le carie hanno un forte impatto sulla qualità di vita anche degli adulti: sono associate a una compromissione dello stato di salute fisico e alla compromissione di alcuni tratti della salute mentale5. Gli effetti si osservano principalmente sulle donne, mentre la salute degli uomini non sembra compromessa a meno che non si consideri un’esperienza prolungata con la patologia: in questo caso sia uomini che donne sembrano essere soggetti a una diminuzione della qualità di vita5.

Bibliografia

  1. Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva. Aggiornamento Novembre 2013. Disponibile su: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2073_allegato.pdf
  2. Hettiarachchi R et al. Valuation study for a preference-based quality of life measure for dental caries (Dental Caries Utility Index – DCUI) among Australian adolescents – study protocol. BMJ Open. 2020 Oct 21;10(10):e038626. doi: 10.1136/bmjopen-2020-038626.
  3. Gilchrist F et al. Development and evaluation of CARIES-QC: a caries-specific measure of quality of life for children. BMC Oral Health . 2018 Dec 4;18(1):202. doi: 10.1186/s12903-018-0662-8.
  4. Nota A et al. Socioeconomic Factors and Oral Health-Related Behaviours Associated with Dental Caries in Preschool Children from Central Italy (Province of Ascoli Piceno). Biomed Res Int . 2019 Dec 23;2019:7981687. doi: 10.1155/2019/7981687. eCollection 2019.
  5. Åkesson ML et al. Health-related quality of life and prospective caries development. BMC Oral Health (2016) 16:15 DOI 10.1186/s12903-016-0166-3.
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